Concorso all’Ars, due stranezze: i laureati diciottenni e lo strano limite di 41 anni…

Concorso all’Ars, due stranezze: i laureati diciottenni e lo strano limite di 41 anni…
17 novembre 2018

I tre bandi sono riservati ai laureati. Dopo di che i partecipanti debbono avere un’età “non inferiore a diciotto anni e e non superiore al compimento di quarantuno anni”. Come fa un diciottenne ad essere laureato? E perché il limite di quarantuno anni di età? Ma nei concorsi pubblici del nostro Paese il limite di età non è stato tolto?  

Si offendono in Assemblea regionale siciliana se osserviamo che, nel bando di concorso in queste ore tanto celebrato, ci sono due cose strane, ma così strane che più strane non si può?

Per carità, nulla da dire sul fatto che il Parlamento della nostra Isola torni ad assumere. Nulla da dire sui tre bandi: un bando per dieci posti, il secondo per undici posti e il terzo per diciannove posti. Lavori di qualità e anche ben retribuiti: lì un laureato si va a sistemare.

Tutto giusto. Tutto a posto. Ci sta anche che il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, vada a presiedere la commissione d’esame. Non abbiamo capito a che titolo, ma va bene pure così.

Quello che ci ha colpito lo si legge all’articolo 2 del bando:

“Requisiti per l’ammissione”

“Per l’ammissione al concorso è necessario che i candidati:

a) siano cittadini italiani;

b) abbiano un’età non inferiore a diciotto anni e non superiore al compimento di quarantuno anni“.

Chiediamo al presidente Miccichè e a chi ha scritto questo bando: come fa un diciottenne ad essere laureato? Forse il concorso è anche per i geni che hanno finito il liceo a 15 anni e si sono poi laureati in tre anni?

Con Guido Gozzano abbiamo conosciuto “la cuoca diciottenne” amante di Totò Merumeni, Eugenio Montale ci ha regalato i “poeti laureati”.

Con Miccichè a Palazzo Reale conosceremo i laureati diciottenni?

E ancora: perché i partecipanti al concorso debbono avere un’età non superiore “al compimento di quarantuno anni di età”?

Se non ricordiamo male, in Italia, il limite di età nei concorsi pubblici è stato tolto. Perché il Parlamento siciliano lo sta reintroducendo? Non pensano, a Palazzo Reale, che arriverà una pioggia di ricorsi?

E poi, di grazia, perché proprio quarantuno anni? Non è che, alla fine, scopriremo che uno e, magari, più vincitori non hanno compiuto quarantuno anni di età per qualche mese? Non succederà, vero?

 

 



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