Formazione/ Tre domande per svelare i ‘misteri’ del fallimento dello IAL

Formazione/ Tre domande per svelare i ‘misteri’ del fallimento dello IAL
7 novembre 2018

A porle in una lettera a ‘I Nuovi Vespri’ è il responsabile dell’Unione Sindacale di Base (USB) della Sicilia, Costantino Guzzo. Tre domande dalle cui risposte – ammesso che arrivino – si potrebbe capire tanto di quanto avvenuto in quello che è stato, prima di essere dichiarato fallito, uno dei più grandi enti formativi della Sicilia

da Costantino Guzzo
responsabile Unione Sindacale di Base Formazione della Sicilia
riceviamo e pubblichiamo

Quello che accade in Sicilia è veramente scandaloso, quasi agghiacciante, e come disse un noto politico ‘A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI AZZECCA’, soprattutto in Sicilia, visto che quest’Isola ha ben poco di normale, ed è chiaro che per la USB Formazione le perplessità emergono soprattutto sulle tante domande che non hanno risposte.

Una delle domande della USB Formazione, che vuol portare alla luce del sole i dissesti finanziari perpetrati dai vari Rappresentati legali che si sono succeduti nell’ente IAL dal 2010 alla data del fallimento, è quella senza alcun dubbio finalizzata a fare emergere le responsabilità di tali Rappresentati legali (anche se malgrado emerga un evidente reato, art 316 ter cp, si rimane basiti che c’è una richiesta d’archiviazione), tutto ciò possibilmente prima della prescrizione di cui tanto si discute in questi giorni.

Naturalmente per arrivare a valutare quanto descritto, occorre prima trovare le risposte ad alcune di queste domande, tipo:

COME MAI INVECE DI GUARDARE IL SALDO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI RICEVUTI DALLO IAL CISL SICILIA DALL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE NESSUNO PONE L’ATTENZIONE SU COME SIANO STATI GESTITI TUTTI QUESTI MILIONI E MILIONI DI EURO?

Questa sembrerebbe quasi quasi una domanda da 20 milioni di euro, gli stessi 20 milioni di euro circa che, per la USB Formazione professionale della Sicilia, sono stati ‘inghiottiti’, forse, da quella stessa cassaforte che conteneva circa 15 milioni di euro in assegni circolari da 100 mila euro l’uno, all’interno dei locali della sede regionale dello stesso IAL (naturalmente tutto ciò per il bene dei lavoratori, visto che erano creditori nei confronti dell’ente di tante retribuzioni, almeno così giustificava il consulente amministrativo pro-tempore legato all’ente da un rapporto di collaborazione).

Tutto ciò emerge dai controlli che l’Ente ha avuto fatti.

La seconda domanda che ci si pone è:

‘COME MAI LA STESSA AMMINISTRAZIONE REGIONALE MALGRADO ABBIA REVOCATO L’ACCREDITAMENTO A QUESTO ENTE (PER GRAVI IRREGOLARITÀ AMMINISTRATIVE ) PERMETTE SUCCESSIVAMENTE DI RENDICONTARE I FINANZIAMENTI RICEVUTI PER QUANTO RIGUARDA L’AVVISO 20?’

Trovando risposte alle precedenti domande si potrebbe finalmente riuscire ad avere la risposta alla domanda tormentone della USB Formazione che è la seguente:

MA QUESTO ENTE È VERAMENTE FALLITO O CI SONO COSE ANCORA POCO CHIARE?

Le risposte a queste 3 domande servirebbero a restituire giustizia a tutti quei lavoratori che oggi purtroppo non credono più alla giustizia, soprattutto qui in Sicilia.



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