Ars: né maggioranza, né opposizione, solo sopravvivenza & pagnotte/ MATTINALE 169

Ars: né maggioranza, né opposizione, solo sopravvivenza & pagnotte/ MATTINALE 169
22 ottobre 2018

Cos’è, oggi, il Parlamento siciliano? Un bunker sempre più inaccessibile in cui maggioranza ed opposizione convivono allegramente senza dignità né onore. Una Versailles gaglioffa e spendacciona che vive nell’olimpica che non ci sarà mai una “presa della Bastiglia”. E i Siciliani? Dormono…

Da quando la legge elettorale prevede l’elezione diretta del presidente della Regione e soprattutto, la commorienza politica dei parlamentari e del  capo della Giunta in caso di sfiducia allo stesso presidente della Regione (tutti a casa), l’Assemblea regionale siciliana è diventata un monolite inespugnabile, un ghetto auto costruito dall’interno, un bunker inaccessibile in cui maggioranza ed opposizione convivono allegramente senza dignità né onore.

Paradossalmente, l’assenza di una maggioranza numericamente predefinita (36 deputati su 70 non è una maggioranza, è si è no un stato d’animo) e, soprattutto, la mancanza, tra i tanti pirati e avventurieri che la attraversano, di una maggioranza politica in cui la parola data abbia un senso, ha fatto nascere e prosperare una inossidabile maggioranza di sopravvivenza comunque.

E così la reazione più eclatante che può verificarsi in quella munitissima rocca , anche quando il governo e la sua maggioranza meriterebbero la cacciata fisica dai ruoli istituzionali indegnamente ricoperti, è una puntura di spillo con l’accompagnamento di una delle frasi tipiche degli zii affettuosi nei confronti dei nipoti birichini.

Il primo anno di questa festa sontuosa e costosissima è già passato. Tra convegni di sdoganamento di personaggi dalla faccia di bronzo e indicibili Consigli di presidenza dedicati alla spartenza di incarichi e consulenze, tra riunioni conviviali nelle Commissioni legislative che non esitano un disegno di legge che sia uno, questa Versailles gaglioffa e spendacciona del Terzo millennio si dà bel tempo.

E ai poveri? “Dategli le brioches”. Tu dormi, Robespierre! E tu, Ducezio, svegliati!



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