La Lega di Salvini al Sud è un’assurdità. Ma per fermarlo serve una ‘Lega del Sud’

La Lega di Salvini al Sud è un’assurdità. Ma per fermarlo serve una ‘Lega del Sud’
16 ottobre 2018

Nel Mezzogiorno la stragrande maggioranza degli elettori non vuole più sentire parlare di vecchia politica. Complice un’informazione imperniata sulla questione migranti, dove Salvini spadroneggia, il leader della Lega sta piombando nel Sud. Come si ferma la follia di una Lega che propone la secessione di Lombardia e Veneto ai danni del Sud e che fa proseliti nello stesso Sud? Non certo con le chiacchiere. Ma con una proposta politica del Sud     

Perché, nel Sud, ci sono cittadini che pensano di fare politica nella Lega di Matteo Salvini? Cos’è che li spinge verso un partito che, proprio nel presente, lavora per rendere ancora più marginale il Meridione? In questo articolo proveremo a illustrare che la responsabilità di quello che sta succedendo è anche delle classi dirigenti meridionali, che in un tempo di grandi rivolgimenti sociali e politici non riescono ancora ad esprimere un credibile movimento di rinascita del Mezzogiorno: per essere ancora più chiari, una sorta di ‘Lega’ Sud che metta al primo punto del proprio programma il futuro del Meridione.

In democrazia, si sa, gli elettori hanno sempre ragione, anche quando il consenso appare irrazionale e incomprensibile. Ci sono dubbi sul fatto che il PD, che ha governato l’Italia dal 2013 al 2017, è stato un partito antimeridionale?

Come dimenticare la faccia dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, che tagliava i fondi alle ferrovie del Mezzogiorno dicendo che non si poteva investire nelle linee ferroviarie del Sud perché c’erano “le rocce”? (QUI UN ARTICOLO CHE RACCONTA TALI FATTI).

E che dire delle ‘riprogrammazioni’ dei fondi nazionali ed europei non spesi nel Sud? I Governi nazionali (non soltanto il Governo Renzi, ma anche i precedenti Governi Berlusconi) li ‘riprogrammavano’, non prima di averli dimezzati dirottandone almeno la metà nel Centro Nord Italia!

Ci siamo dimenticati i fondi PAC scippati alle Regioni del Mezzogiorno d’Italia dal Governo Renzi per finanziare le agevolazioni fiscali alle imprese che, nel 90% dei casi, erano imprese del Centro Nord Italia?

Ne vogliamo parlare del ‘Patto per il Sud‘, fondi presentati, in pompa magna, dall’allora capo del Governo Renzi dei quali, oggi, in molti casi, si sono perle le tracce?

E se – per citare un esempio – la Puglia ha avuto ed ha ancora un presidente della Regione – Michele Emiliano – che si è battuto contro Renzi, contestando la farsa del citato ‘Patto per il Sud’, la Sicilia non ha avuto nemmeno questo, ma ha avuto un presidente della Regione – Rosario Crocetta – che invece celebrava Renzi e firmava con lui ‘Patti scellerati’ che hanno penalizzato ulteriormente la Sicilia!

Se a questo aggiungiamo che il Governo Berlusconi 2008-2011 ha sistematicamente derubato il Sud, dirottando nel Centro Nord le risorse finanziarie del Meridione (il riferimento è ai FAS, Fondi per le Aree Sottoutilizzate destinate al Sud che l’allora Ministro Giulio Tremonti ha utilizzato nel Centro Nord), lo scenario, nel Sud, è ancora più chiaro.

Berlusconi prima e Renzi poi hanno sistematicamente massacrato il Mezzogiorno. Questo spiega perché, alle elezioni dello scorso 4 marzo, gli elettori del Sud hanno abbandonato in massa il PD e Forza Italia. Anche perché i cittadini-elettori meridionali, che non sono affatto ingenui, hanno capito che Renzi e Berlusconi si erano messi d’accordo per governare l’Italia con l’inciucio: e questo ha allontanato ancora di più gli elettori del Sud dal PD e da Forza Italia.

Sarebbe stata importante, già il 4 marzo scorso, la presenza, nel Sud, di una forza politica d’ispirazione popolare con forte connotazione territoriale. Ma non c’era. Così gli elettori del Mezzogiorno hanno votato in massa il Movimento 5 Stelle.

Gli eventi degli ultimi mesi – con l’attivismo del Ministro Matteo Salvini sul fronte della questione immigranti – ha dato grande visibilità a questo personaggio. In Salvini c’è una vena di razzismo, ma è innegabile – l’ha dimostrato l’inchiesta di Roma della ‘Mafia-Capitale’ – che dietro la gestione dei migranti ci sia stata (e in parte sempre più residuale ci sia ancora) una grande speculazione economica.

Non si può nascondere il fatto che, per quattro-cinque anni e forse più, c’è stato chi, grazie al grande affare dei migranti, si è arricchito. E questo ormai l’hanno capito tutti. Così come tutti hanno capito che i migranti, spesso, sono stati doppiamente sfruttati: sfruttati da chi ha guadagnato una barca di soldi con i centri di accoglienza e da chi li ha sfruttati come manovalanza a basso prezzo in agricoltura.

L’abilità di Salvini è stata ed è ancora quella di presentarsi come il politico che vuole mettere ordine nella gestione dei migranti. E se in questa veste è abilissimo – abilissimo soprattutto nello sfruttare la parte mediatica del ruolo che si è ritagliato (i giornali di quello che rimane della sinistra italiana, anche se parlano male di lui, di fatto gli fanno pubblicità) – è altrettanto abile, come leader della Lega, a tenere ‘bassa’, cioè nascosta, la cosa che sta veramente a cuore agli abitanti del Nord che lo votano in massa: la cosiddetta ‘Secessione dei ricchi’. 

Se in questo momento andate a leggere i giornali cartacei e on line, se andate a studiare attentamente la presenza di Salvini nei TG nazionali e locali, ebbene, vi accorgerete che, di lui, si parla solo e associato alla questione migranti.

Tranne qualche sparuto mezzo d’informazione del Sud, nessuno parla del fatto che Lombardia e Veneto stanno attuando una forma di secessione per tenersi il cosiddetto ‘residuo fiscale’: in parole più semplici, aggirando la Costituzione italiana del 1948, stanno togliendo altre risorse al Sud!

Del resto, chi dovrebbe affrontare tale argomento? I grandi mezzi d’informazione, che sono tutti del Centro Nord Italia? O i grillini, pasticcioni e confusionari, che per il Sud stanno puntando solo sul Reddito di cittadinanza, dopo aver tradito – ad esempio – gli elettori di Taranto che li hanno votati per essere liberati dai fumi tossici dell’ILVA?

Ma non è finita qui. Salvini, forte di un’informazione ancora imperniata sulla questione migranti, dove lui continua, nel bene e nel male, a primeggiare (ribadiamo: anche chi ne parla male gli fa pubblicità: vedi il caso del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, dove l’Italia si è spaccata a metà e dove metà sta con Salvini: chiamatelo fesso!), la Lega sta mettendo radici anche nel Mezzogiorno!

La presenza della Lega di Salvini nel Sud è un’assurdità politica. Lo è per il passato (“Forza Etna”, “Terroni” e quant’altro), ma lo è soprattutto per il presente: come può un meridionale andarsi a iscrivere in un partito che, con la ‘Secessione dei ricchi’, toglierà una barca di soldi alle Regioni del Sud per regalarli alla Lombardia e al Veneto?

In questa storia c’è di certo disinformazione. Ma non c’è, nel Mezzogiorno, una forza politica legata al territorio – una sorta, lo ribadiamo, di ‘Lega del Sud’ – in grado di intercettare il consenso elettorale in uscita dalle vecchia politica ormai impresentabile.

Salvini è machiavellico. Sa che il PD e Forza Italia sono in caduta libera. Sa che nel Sud questi due partiti hanno ancora un certo consenso frutto della gestione del potere (PD) e dei cosiddetti “impresentabili” (Forza Italia).

Ma adesso il PD non è più al Governo e non ha più gli ‘strumenti’ per conservare il consenso residuale. Mentre Forza Italia, al limite, potrebbe mettere in campo le ‘risorse’ di Berlusconi, ma gli “impresentabili” vogliono ‘risorse’ e potere, perché senza potere non hanno futuro.

Così Salvini è piombato come un falco nel Sud dove sta facendo incetta di consiglieri comunali e di uomini e donne in buona fede che si avvicinano alla Lega non per convinzione, ma perché non vogliono più sentir parlare – e a ragione – della vecchia politica.

Come si ferma Salvini nel Sud? Non certo con le chiacchiere ‘dotte’. I meridionalisti e le ‘questioni meridionali’, da Francesco Saverio Nitti e Giustino Fortunato in poi non hanno mai parlato alle masse del Sud.

Serve una proposta politica seria, lontana mille miglia dai partiti politici nazionali, ancorata ai bisogni reali del Sud. Serve una sorta di ‘Lega del Sud’ che non potrà che essere alternativa alla vecchia politica di PD e Forza Italia, ma anche alternativa alla Lega di Salvini.

Il resto sono chiacchiere che non fermeranno l’avanzata della Lega anche nel Sud.

 



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