Autoderminatzione scuote la Sardegna: “Siamo un percorso di speranza”

8 ottobre 2018

Una confederazione di sei sigle autonomiste ed indipendentiste. Aperta al dialogo con chi vuole rappresentare gli interessi della Sardegna. Oggi la presentazione del candidato governatore in vista delle elezioni di febbraio

C’è chi lo sa fare: unire le forze per un obiettivo comune. Al di là di personalismi e interessi particolari.  Succede in Sardegna, dove ormai da qualche mese è ufficialmente nata ‘Autoderminatzione’, una confederazione di sigle autonomiste, indipendentiste (e non solo) pronte ad affrontare la sfida delle prossime elezioni regionali e di quelle europee. Al momento ne fanno parte: Sardegna Possibile, Gentes, Rossomori, Sardigna Natzione, Radicales sardos, Irs, Liberu, ma le porte sono aperte:

“Noi rappresentiamo un percorso di speranza. Autoderminatzione non è una enclave impermeabile, un gruppo chiuso. Siamo pronti a dialogare con chiunque abbia a cuore l’emancipazione della Sardegna”. Lo ha sottolineato stamattina il consigliere regionale, Emilio Usula, nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare il candidato alla Presidenza della regione (si vota il 29 febbraio).

Il nome sul quale si è trovata una intesa all’interno della confederazione è quello di Andrea Murgia, classe 1971, seulese, funzionario della Commissione europea politiche regionali e urbane: “Il mio obiettivo è portare Autodeterminatzione dentro il Consiglio regionale e scrivere un programma per spendere dieci miliardi di fondi europei in cinque anni. Attualmente ne spediamo mezzo l’anno”.

Nella Commissione europea, Murgia si occupa di questioni regionali, “chi più di lui può portare avanti le problematiche dell’Isola nei rapporti con l’Europa?” ha sottolineato Usula.

Murgia era stato nella segreteria regionale del Pd e cinque anni fa si era candidato da indipendente alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione.

“Già allora rifiutavo ogni padrino politico italiano, poi ho rotto col Pd all’epoca del referendum sulle trivellazioni in mare”. Oggi ha la tessera del movimento Rossomori.

Incalzato dai giornalisti, Murgia ha chiarito la collocazione politica del Movimento: “E’ scontato che non guarderemo a destra – ha detto – in passato io sono stato vicino al centrosinistra ma, anche in quel caso con una proposta tutta sarda. Escludo inoltre qualsiasi ipotesi di accordo con il Pds di Paolo Maninchedda. Vogliamo dare un segnale di discontinuità: chi ha appoggiato la Giunta Pigliaru, anche con incarichi di Governo, non può essere nostro alleato. In caso contrario si creerebbe solo confusione”

Andrea Murgia

“Il rapporto con lo Stato- ha aggiunto Murgia- deve essere basato sulla lealtà. Non esistono governi amici. Il governo italiano deve rappresentare l’interessa della Repubblica italiana. Questo rapporto è anche normato dalla Costituzione. Nè governi amici, né governi patrigni, ma un rapporto alla pari”.

A parlare, durante la conferenza stampa, anche il presidente di Autoderminatzione, Fabrizio Palazzari che ha ripercorso il lavoro fatto per la confederazione: “Abbiamo passato l’estate a lavorare sui territori, abbiamo nominato 45 delegati territoriali. Abbiamo organizzato una conferenza aperta per scrivere la nostra agenda politica e presto ne organizzeremo un’altra. Noi rappresentiamo un nuovo modo di fare politica. Noi rappresentiamo la Sardegna”. E a proposito di Murgia: ” Il nostro candidato, a differenza di quelli delle altre coalizioni indicati da Milano e Roma, è stato scelto a Tramatza”.

Palazzari ha quindi ricordato le battaglie che si stanno portando avanti: la riforma della legge elettorale e la legga urbanistica. Sul primo tema, l’obiettivo è dato dalla soglia di sbarramento: “La soglia delle liste al 5% dovrebbe passare al 2%, mentre quella della coalizione dovrebbe scendere dal 10% al 5%””. Quello attuale “è un sistema antidemocratico che mortifica le rappresentanze politiche e territoriali con un macchinoso metodo di ripartizione dei seggi”. “Solo in Turchia ci sono soglie così alte”.

Sulla legge urbanistica, le idee sono altrettanto chiare: “Un referendum consultivo per bloccare il ddl in esame in Consiglio regionale”. Da respingere, secondo Autodeterminatzione, “l’equazione sviluppo, promozione del turismo e allargamento della stagione turistica attraverso aumento di volumetrie e cementificazione, senza risolvere prima problemi ben più annosi quali viabilità, trasporti e diversificazione dell’offerta. E’ questa una visione vecchia che ha portato a violentare e svendere la Sardegna e non può più essere accettata”.

Il dado è tratto. E il dialogo con altre sigle continua. Eccezione fatta per il Partito dei Sardi: “Nessuna continuità con chi ha governato per cinque anni”, a differenza dei Rossomori che hanno ritirato la delega”.

Il Partito dei sardi è considerato, tra le altre cose, il cavallo di Troia della Lega di Salvini in Sardegna.

E la direzione  cui guarda la confederazione è decisamente opposta: né verso destra, né verso chi non ha nel proprio dna gli interessi della Sardegna. Alias, i partiti nazionali. Salvo miracoli.

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