A volte ritornano/ Dopo avere ‘spolpato’ il Sud e la Sicilia il PD di Faraone si presenta a Palermo con la ‘Leopolda del Sud’…

A volte ritornano/ Dopo avere ‘spolpato’ il Sud e la Sicilia il PD di Faraone si presenta a Palermo con la ‘Leopolda del Sud’…
25 settembre 2018

La sfacciataggine del PD renziano non ha limiti né confini. In questo articolo vi riassumiamo, per sommi capi, gli incredibili danni che i Governi nazionali a guida PD – Letta, Renzi e Gentiloni – hanno provocato al Sud e, soprattutto, alla Sicilia. Invece di andarsi a nascondere hanno ancora la faccia tosta di ripresentarsi. Nella speranza che i Siciliani abbiano dimenticato. Ma i Siciliani non dimenticano 

Certo che ci vuole una bella faccia tosta per parlare e promettere il rilancio del Sud dopo averlo affossato per tutti gli anni in cui il PD è stato al Governo del nostro Paese. Se facciamo quattro conti, tra Governo Letta, Governo Renzi e Governo Gentiloni sono cinque anni o giù di lì. Cinque anni di Governo targato Partito Democratico che, per il Mezzogiorno, sono stati disastrosi. Eppure questo non impedisce al parlamentare nazionale Davide Faraone, renziano in salsa sicula della prima ora, di ripresentarsi a Palermo con la ‘Leopolda del Sud’.

I meridionali – e soprattutto i siciliani, in assoluto i più penalizzati dal PD – hanno ‘tanti’ motivi per partecipare alla ‘Leopolda del Sud’.

Scrive su Facebook Faraone:

“Mezzogiorno tutti i giorni: a Palermo la Leopolda del Sud
Cari amici, ci siamo! Segnatevi in calendario queste due date: 5 e 6 ottobre, un venerdì e un sabato. Ci vediamo al teatro Santa Cecilia di Palermo per ‘Mezzogiorno tutti i giorni’. Sarà una due giorni piena di sorprese e di novità. Ospiti della politica nazionale e dei territori, della società civile e delle professioni si alterneranno sul palco per affrontare e approfondire tutto ciò che può rappresentare la ripartenza del Mezzogiorno”.

In cinque anni di Governo del Paese il PD, del Sud, si è occupato solo per ‘spolparlo’. Il Governo del Partito Democratico non si è limitato a non erogare al Sud l’intervento ordinario dello Stato: questo, nel Meridione, non esiste più dai primi anni del 2000.

Dal PD al Governo del nostro Paese è arrivata una scientifica spoliazione del Sud. Tutti i settori economici e sociali – nessuno escluso – del Mezzogiorno, con i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, sono stati penalizzati.

Le Ferrovie, per esempio. Durante il Governo Renzi – Graziano Delrio sottosegretario alla presidenza del Consiglio – sono stati tagliati tutti i fondi destinati al sistema ferroviario siciliano.

Il signor Delrio, per motivare il taglio del finanziamenti, ha detto che nel Sud le Ferrovie non potevano investire perché c’erano “le rocce”. SE NON CI CREDETE LEGGETE QUESTO ARTICOLO. 

Ma i tagli a carico del Sud, tra il 2013 e il 2017 – lo ribadiamo – sono stati orizzontali in tutti i settori: nelle autostrade, nei servizi sociali, negli enti locali.

Alla Sicilia, poi, il PD al Governo ha riservato un trattamento speciale.

Tanto per cominciare, ha appioppato alla Regione siciliana un prelievo forzoso – per risanare i conti pubblici dell’Italia, quelli che non si risanano mai – pari a un miliardo e 300 milioni di euro all’anno!

E’ quasi la stessa cifra che è stata appioppata alla Regione Lombardia: con la differenza che in Lombardia gli abitanti sono il doppio della Sicilia (ne consegue che, un cittadino siciliano – grazie al PD – ha pagato il doppio rispetto a un cittadino lombardo!).

Un’assurdità, perché la Lombardia ha un reddito pro capite di gran lunga maggiore di quello della Sicilia: ma questo i dirigenti del PD al Governo hanno fatto finta di non saperlo. Gente seria!

Ricordate, vero, cos’hanno combinato con l’articolo 36 dello Statuto siciliano? Con il voto del Parlamento nazionale e del Parlamento siciliano – entrambi, all’epoca, a maggioranza di centrosinistra – hanno stravolto le norme di attuazione di tale articolo dello Statuto.

Citiamo solo l’esempio dell’IRPEF. Lo Statuto prevede che tutto il gettito IRPEF maturato in Sicilia vada alla Regione siciliana. Grazie all’insipienza dei politici siciliani che hanno sempre governato la Regione lo Stato si è sempre tenuto una parte del gettito IRPEF che spetta alla Sicilia.

Nel 2016, stravolgendo le norme di attuazione dell’articolo 36, hanno certificato che lo Stato si deve tenere una parte dell’IRPEF siciliana. Mentre prima era un abuso adesso è previsto dalle norme di attuazione dell’articolo 36 ‘rivisitate’ dal PD.

E non è finita. Alla cosiddetta ‘affacciata’ hanno detto:

“Alla Sicilia riconosciamo un miliardo e 400 milioni di euro”.

Una bella cifra. Peccato che, contestualmente, lo Stato continua a tenersi il miliardo e 300 milioni di euro all’anno per ‘risanare’ i conti dello Stato che non si risanano mai.

Morale: alla Regione siciliana restano, sì e no, 100 milioni di euro.

Domanda: secondo voi perché i Comuni della Sicilia stanno fallendo e le ex Province pure?

Grazie agli accordi ‘intelligenti’ su IRPEF e IVA. Ma anche grazie ai due ‘Patti scellerati’ firmati nel 2014 e nel 2016 dall’allora presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, con il Governo Renzi.

Nel primo caso la Regione aveva vinto una serie di ricorsi alla Corte Costituzionale. Nelle ‘casse’ della Regione sarebbero entrati tanti miliardi di euro. E cos’hanno fatto Crocetta e il PD? Hanno deciso, a nome di 5 milioni di Siciliani, che la Regione non aveva bisogno di questi soldi!

(Crocetta, dopo aver firmato, capì di averla fatta grossa e volò a Roma cercando di rimediare: ma gli risposero che la firma è firma…).

Due anni dopo, secondo ‘Patto scellerato’, sempre con le firme di Renzi e Crocetta. Una serie incredibile di penalizzazioni che I Nuovi Vespri hanno documentato in un’inchiesta in tre puntate a firma di Franco Busalacchi (CHE POTETE LEGGERE O RILEGGERE QUI).

Oggi che le ‘casse’ della Regione sono vuote, che i Comuni e le ex Province – come già ricordato – sono in quasi fallimento, arriva Faraone, che è stato uno dei protagonisti del Governo Crocetta con assessori a lui vicini nella stessa Giunta regionale, e si presenta con la ‘Leopolda del Sud’.

Scrive ancora Faraone su Facebook:

“Partiremo dalle criticità – supponiamo quelle creato dallo stesso PD – dalle tante criticità, ma senza perder d’occhio le enormi potenzialità che abbiamo intorno, in termini di capitale umano e di ricchezza del territorio. La sfida è quella di concludere la due giorni con una nuova visione economica e sociale per il Sud, un piano che stia nella contemporaneità ma che sia proiettato al futuro. Perché, mentre questo governo gialloverde pensa a politiche del passato, noi pensiamo che il Sud debba ritornare al futuro. Iscrivetevi, partecipate, intervenite scrivendoci a mezzogiornotuttiigiorni@gmail.com”.

 

Iscrivetevi, ve lo raccomandiamo, siciliani: andate con il PD e con Faraone a parlare del Sud: perché loro sì che lo sanno come far ‘sviluppare’ il Mezzogiorno: meglio di loro non lo sa nessuno…

P.s.

Ah, dimenticavamo. Avete presente il caos che c’è oggi negli ospedali siciliani? Ebbene, è il frutto di quello che avete letto in questo articolo. Con un elemento in più: lo scippo di 600 milioni all’anno alla sanità siciliana deciso, unilateralmente, dal Governo Prodi nel 2006. Quando la quota di compartecipazione della Regione siciliana alle spese della sanità è stata portata da circa il 42% al quasi il 50%. Il tutto con la connivenza dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia in quella legislatura. 

Se fate altri quattro conti vi accorgerete che, dal 2007 ad oggi, lo Stato ha rubato alla sanità siciliana quasi 7 miliardi di euro!

Quando vi trovate a passare dagli ospedali pubblici siciliani nel caos, con pochi posti letto, con i Pronto Soccorso dove si aspettano tempi infiniti per una visita, dove i medici e gli infermieri sono in numero inferiore e massacrati dal lavoro e dallo stress, ebbene, ricordatevi del taglio di questi 600 milioni di euro alla sanità siciliana, a 5 milioni di siciliani: ricordatevi del PD… 

Foto tratta da panorama.it



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