Erosione ad Eraclea Minoa/ I dubbi di Mareamico su barriere e dragaggio del porto di Siculiana

Erosione ad Eraclea Minoa/ I dubbi di Mareamico su barriere e dragaggio del porto di Siculiana
10 agosto 2018

Qualcosa bisogna fare, perché l’erosione si sta ‘mangiando’ anche la pineta. Sono giusti i lavori disposti dalla Regione siciliana? Mareamico nutre dubbi. Anche se in questo campo nessuno ha la ricetta giusta. Spunta anche il nome di Maurizio Croce: per caso è l’ex assessore del Governo regionale di Rosario Crocetta in ‘quota’ Totò Cardinale? (QUATTRO VIDEO SULL’EROSIONE DELLA SPIAGGIA DI ERACLEA)

Come potete leggere in calce a questo articolo, I Nuovi Vespri si è spesso occupato della spiaggia di Eraclea Minoa colpita da un processo di erosione. (IN QUESTO VIDEO GLI EFFETTI DEVASTANTI DELL’ULTIMA MAREGGIATA)

Per questo motivo riportiamo e commentiamo un comunicato dell’associazione Mareamico di Agrigento:

“Mareamico esprime soddisfazione per l’approvazione delle opere finanziate dalla Regione siciliana per salvare la spiaggia di Eraclea Minoa aggredita dall’erosione costiera, ma nutre parecchie perplessità sulle modalità progettuali. Le tre barriere (pennelli sub-ortogonali alla linea di costa) rappresentano una struttura rigida di vecchio stampo ad alto impatto visivo, che stravolgerà le caratteristiche paesaggistiche di Eraclea”.

“Sarebbe stato meno impattante – prosegue la nota di Mareamico – collocare delle barriere soffolte a distanza dalla costa e rendere il sistema più dinamico. E poi l’ottima idea del ripascimento artificiale, praticata utilizzando 184 mila metri cubi delle sabbie provenienti dal dragaggio del porto di Siculiana, in assenza di modifiche strutturali del porto rischiano di essere solo un palliativo temporaneo e spreco di denaro pubblico”.

In realtà, intervenire per combattere l’erosione delle coste non è facile. Lungo le coste della Sicilia non mancano interventi, costati una barca di denaro pubblico, che non hanno risolto i problemi e che, in alcuni casi, li hanno aggravati.

La spiaggia di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento, è stata letteralmente devastata dall’erosione. Alla fine degli anni ’70 del secolo passato e, ancora negli anni ’80, dalla pineta alla spiaggia si contavano almeno 150 metri di spiaggia. Oggi il mare si sta ‘mangiando’ anche la pineta!

Qualcosa bisogna fare. Il Governo regionale sta intervenendo. Il via libera ai lavori è arrivato dopo una conferenza di servizi.

“Il progetto – leggiamo su Sicilia News 24 – che è stato redatto dagli uffici del Commissario di governo, coordinati dal soggetto attuatore Maurizio Croce, pone rimedio finalmente al processo di erosione del tratto di costa che va da Capo Bianco verso est per circa 2 chilometri. Negli ultimi anni, la linea di costa è arretrata di oltre cento metri, sottraendo parte del boschetto adiacente la riva, e mettendo a rischio diverse strutture turistico-ricettive”.

Intanto ci colpisce un po’ il nome del “soggetto attuatore”: Maurizio Croce: per caso è l’ex assessore regionale del Governo di Rosario Crocetta? Si tratterebbe, in questo caso, dell’ex assessore al Territorio e Ambiente che, dopo aver ricoperto un ruolo di Governo occupandosi proprio di tali questioni, si presenta, dopo, come “soggetto attuatore”.

Ammesso che si tratti della stessa persona – e noi non ne siamo certi, anche se l’ipotesi non sembra campata in aria – non stiamo ponendo questioni di legittimità, ma di opportunità (per non parlare del fatto che Croce è vicino a Salvatore ‘Totò’ Cardinale da Mussomeli, che si divide tra ‘Sicilia Futura’ e il PD renziano, dove la figlia è stata eletta per la terza volta al Parlamento nazionale: quindi è vero che il PD appoggia il Governo Musumeci?).

Per correttezza d’informazione va detto che il presidente della Regione, Nello Musumeci, nella seduta della Giunta convocata nel maggio scorso ad Agrigento, si è impegnato a intervenire per il risanamento della spiaggia di Eraclea.

“Nell’intervento – leggiamo sempre su Sicilia News 24 – verranno privilegiate tipologie di opere non invasive dal punto di vista paesaggistico e ambientale. E’ prevista la realizzazione di tre pennelli sub-ortogonali alla linea di costa, realizzati con materiale lapideo, e il ripascimento artificiale con l’utilizzo della sabbia del porticciolo turistico di Siculiana marina”.

“L’utilizzo della sabbia – ha dichiarato Musumeci – consentirà, da un lato la sistemazione della costa di Eraclea Minoa senza far uso di cave marine o terrestri e, dall’altro, renderà fruibile lo stesso porticciolo, completamente insabbiato da almeno un trentennio, ridando impulso alle attività turistico-ricreative della zona”.

Saranno interventi risolutivi? Come già accennato, Mareamico teme che il dragaggio del porto di Siculiana, “in assenza di modifiche strutturali del porto” potrebbero risolversi in “un palliativo temporaneo” con “spreco di denaro pubblico”.

Del resto,  se proprio dobbiamo essere precisi, le barriere soffolte sollecitate da Mareamico non sono esenti da rischi.

Intanto va detto che si tratta di “strutture modulari in cemento armato, posate e accostate sul fondale marino, lungo una linea continua, parallela al litorale e a distanza di almeno cento metri da esso, allo scopo di dissipare l’energia del moto ondoso, favorire lo scorrimento della sabbia verso la riva e contrastarne il ritorno, in modo da limitare l’erosione delle coste” (Treccani).

Ma sulla stessa Treccani si precisa:

“Le cosiddette barriere soffolte, poi, interrompendo il naturale scambio tra il mare e la costa, provocano un grave fenomeno di ristagno dell’acqua e relativo rischio di diffusione di alghe tossiche. (Ragusaoggi.it, 12 febbraio 2014, Attualità)”.

E ancora:

“Gli stessi docenti hanno spiegato che le barriere soffolte sono utili per attenuare il moto ondoso che, trovandole sul suo cammino, viene rallentato, ma hanno una capacità dissipativa di molto inferiore, per non dire nulla, quando ci sono le grandi mareggiate che le scavalcano senza alcuna difficoltà. Sono scogliere costose perché devono essere realizzate in un certo modo, come una piattaforma larga e piuttosto lunga che si trova a circa 1,5 metri sotto il livello del mare. (Provincia di Fermo.com, 12 aprile 2014, Fatti di provincia)”.

Tutto questo per dire che, in materia di salvaguardia delle coste dall’erosione, la ricetta giusta, esente da possibili problemi, non è facile da trovare.

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