L’ultima del PD: alle elezioni europee una lista transnazionale con Macron e Emma Bonino…

L’ultima del PD: alle elezioni europee una lista transnazionale con Macron e Emma Bonino…
9 agosto 2018

Macron perde consensi in Francia. Il PD li ha già persi in Italia. Non resta che unire questi due grani ‘fenomeni’ della politica ‘europeista’. Con l’aggiunta di Emma Bonino e di un altro po’ di radicali da raccattare qua e là. Insomma: diritti civili al posto dei diritti sociali. Magari per completare la costituzione di questo nuovo partito della ‘sinistra senza sinistra’ potrebbe arrivare anche il finanziere George Soros… Naturalmente, tutti contro i populisti, grillini in testa

Se volete conoscere le ultime sul Partito Democratico dovere ascoltare Radio Radicale. Tra rassegna stampa mattutina e approfondimenti non manca mai qualche ‘news’ sul PD. Oggi, ad esempio, una notizia nell’aria da tempo è stata sviscerata a dovere: il partito di Renzi e compagni, a meno di dieci mesi dalle elezioni europee prepara nuove alleanze. La più importante sembra un accordo con un movimento politico di ‘vera sinistra’: il partito del presidente francese, Macron.

Direte: che c’entra Macron, che in Francia perde consensi giorno dopo giorno, tra Jobs Act alla ‘marsigliese’ e ‘lecchinaggio’ alle banche (non dimentichiamo che il nuovo ‘infante prodigioso’ di Francia viene da ‘casa Rothschild’)?

In genere, in politica, la somma di due o più debolezze non dà mai luogo a una forza. Ma loro, il PD da una parte e Macron dall’altra parte sperano in un’eccezione. Così si parla di partito transnazionale: insomma, un simbolo per Italia e Francia per l’occasione insieme sotto il segno di un’Europa unita molto ‘popolare’ tra la gente…

Ma sì, PD e Macron insieme, sotto il segno del Jobs Act, che è il filo conduttore che tiene uniti questi due grandi partiti della ‘sinistra’ ora italo-francese.

Non è finita qui. Perché nelle schieramento renziano-macroniano ci sarebbe spazio anche per Emma Bonino e la sua ‘creazione intelligente’ Più Europa. Sì, proprio lei, Emma Bonino: quella che vuole Più Europa, perché l’attuale non le basta e, quindi, più tasse, più CETA, più olio d’oliva tunisino, più agrumi marocchini: insomma, quella che alle ultime elezioni politiche del 4 marzo scorso, grazie all’alleanza con il PD renziano, ha strappato un po’ di seggi allo stesso Partito Democratico (la sua lista non ha superato il quorum, ma alcuni adepti, in testa la stessa Bonino, sono stati eletti con lo ‘scudo’ del PD).

Oltre alla Bonino dalle ombre del passato potrebbe tornare l’ex parlamentare nazionale radicale, Marco Taradash, con il suo movimento Centromotore. Cos’è? Una macedonia che vede insieme rivoluzionari, conservatori, progressisti, artisti, poeti dannunziani e maledetti legati da un denominatore comune: l’antipopulismo, ovvero tutti contro i grillini.

Qualcuno dirà: che ci fanno tutti ‘sti radicali nel PD? E’ successo che quando il Governo Renzi toglieva diritti sociali ai lavoratori e, per provare a zittirli, gli concedeva i diritti civili, tipo matrimoni omosessuali, stepchild adoption e altro ancora, i radicali si sono convinti che il PD stava diventando un Partito Radicale ‘ingrossato’.

Certo, poi i risultati delle elezioni del 4 marzo scorso hanno fatto ‘dimagrire’ il PD, portandolo al 18%: ma i radicali, nel nome dell’Europa dell’euro che è tanto ‘popolare’ nella stessa Europa, sono convinti – e a ragione – che il PD non ha più nulla a che spartire con la sinistra dei lavoratori e si stanno ‘sistemando’ tutti lì.

Emma Bonino ha aperto il varco con la citata Più Europa: e ora stanno arrivando tutti gli altri a ‘caccia’ di strapuntini europeisti-elettorali. Del resto, i radicali non sono sempre stati transnazionali? Via così, avanti c’è posto.

Fine delle alleanze? Non è detto. La Bonino – che non si capisce se è ancora nel Partito Radicale (che non ha presentato liste alle ultime elezioni) o se fa un po’ di qua e un po’ di là – potrebbe tirarsi dietro qualche sorpresa.

Chi? Sulla rete sono molto ‘gettonate’ le foto della stessa Bonino con il finanziere George Soros, il ‘filantropo’, quello che, nel 1992, grazie a una ‘lungimirante’ mossa della Banca d’Italia, effettuò una mega speculazione contro la Lira.

Volendo, anche Soros potrebbe diventare un esponente della nuova ‘sinistra’. Soprattutto dopo che, sempre per ‘filantropia’, ha finanziato qualche ONG ‘marina‘, ovvero le navi che hanno ‘salvato’ tanti migranti ai tempi d’oro dell’operazione Mare Nostrum dell’allora Ministro Angelino Alfano.

Ricordate? Erano i tempi in cui un giornale pubblicò una vignetta che ritraeva una mamma in una spiaggia del Nord Africa che diceva al bambino che stava per entrare in mare:

“Non andare oltre tre metri dalla riva sennò passano le navi del Ministro Alfano e ti portano in Italia”.

Che tempi belli!

Che atmosfere!

Quando le navi delle ONG ‘salvavano’ migranti a tipo catena di montaggio e, sempre a tipo catena di montaggio, li portavano tutti in Italia!

Quando i centri di accoglienza delle cooperative ‘bianche’ e ‘rosse’ – soprattutto a Roma – si riempivano di migranti a 35 euro cadauno al giorno!

Mannaggia: ma non c’è la possibilità di recuperare l’ex Ministro Alfano, uno così bravo? Perché no, il partito transnazionale Macron-PD-Bonino e ‘filantropi’ vari avrà sicuramente spazio: già hanno fatto i conti: gli elettori, in Francia e in Italia, faranno la fila per votare questo ‘nuovo’ soggetto politico…

Gli iscritti alla Cisl e a quello che rimane della Uil già si leccano i baffi: il loro partito è pronto.

E la Cgil? Qualche cosa arriverà. Sfrondando Maurizio Landini e le teste calde della Fiom – ancora con ‘sti operai? basta! – un po’ di iscritti a questo sindacato – magari i pensionati turandosi il naso o, al limite, con una pietra al collo – potrebbero anche votare l’accoppiata Renzi-Macron. La disperazione, a volte, può fare miracoli!

E i lavoratori? Basta con ‘sti lavoratori! Lo volete capire o no che, per la moderna sinistra europea – PSE insegna – i lavoratori sono un incidente di percorso?

 



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