Erri De Luca su Garibaldi: “Non ha liberato Napoli, l’ha solo occupata”

Erri De Luca su Garibaldi: “Non ha liberato Napoli, l’ha solo occupata”
5 agosto 2018

Per fortuna che oggi, in tutto il Sud, i cittadini cominciano a interrogarsi sulla vera storia di quel grande imbroglio che è stato il Risorgimento nel Mezzogiorno d’Italia, storia che, fino ad oggi, viene negata. Leggete cosa scrive dei francesi prima e di Garibaldi poi lo scrittore napoletano Erri De Luca  

Eh sì, ci voleva il grande scrittore napoletano Erri De Luca per ricordare che “Garibaldi ha invaso Napoli, non l’ha liberata”. Chissà quanti anni ancora dovranno passare prima di restituire ai meridionali la propria storia che l’Italia continua a negare.

Scrive Erri De Luca in un estratto tratto da Napòlide e riportato da Unione Mediterranea sulla propria pagina Facebook, scritto ripreso da VESUVIO LIVE:

“In vita mia mi sono appassionato di rivoluzioni. I tristi fatti del 1799 a Napoli non rientrano nella specie. Si trattò invece di un cambio di regime introdotto dalle armi francesi e crollato appena quelle armi si ritirarono. Le rivoluzioni non si possono appaltare. I francesi agirono a Napoli da occupanti e da predoni :…imposero tasse a loro beneficio e portarono via un bel po’ di patrimonio artistico”.

Allora spendo due parole di stima per il popolo di Napoli – prosegue lo scrittore – non plebe ma popolo, che da solo e disarmato fermò l’ingresso del più forte esercito d’Europa. Per due giorni sbarrò ogni strada e capitolò solo perché tradito dai giacobini locali che consegnarono il forte di S. Elmo ai francesi. Credo che il popolo avesse ragione a stare dalla parte dei suoi re, perché con loro erano cittadini d’una capitale europea e coi francesi diventavano provincia d’oltremare. Napoli si è mal adattata ad ogni riduzione di rango”.

Dopo i francesi lo scrittore napoletano si occupa dei Savoia:

“Non ho paura di mettere anche gli italiani in fondo all’elenco degli occupanti del golfo, perché questo furono i Savoia traghettati dai Mille. Garibaldi non veniva a liberare Napoli ma a prenderla…Napoli da allora è una capitale europea abrogata, non decaduta ma soppressa…Così è andata e questa è la materia della sua ragionevole strafottenza…Se non si vede l’evidenza dell’enorme orgoglio assopito nei suoi cittadini, non si sta parlando di lei!”.

QUI PER ESTESO L’ARTICOLO PUBBLICATO VA VESUVIO LIVE

P.s.

Erri De Luca è una bellissima persona. Ecco una sua breve biografia tratta da Wipipedia:

“Il suo nome deriva da quello dello zio Harry, di cui è l’italianizzazione. Ha studiato al Liceo classico Umberto I. Nel 1968, a diciotto anni, andò a Roma e aderì a Lotta Continua. Nel 1976 lasciò l’impegno politico.

« Ho fatto il mestiere più antico del mondo. Non la prostituta, ma l’equivalente maschile, l’operaio, che vende il suo corpo da forza lavoro »

(Erri De Luca, Non ora, non qui, Feltrinelli)

Per vivere, ha svolto molti mestieri manuali, in Italia e all’estero, fu operaio qualificato, camionista, magazziniere, muratore. Fu operaio in fabbrica, muratore a Napoli dopo il terremoto, muratore in Francia, volontario in Africa, Tanzania, dove contrasse la malaria, operaio di rampa in aeroporto a Catania, muratore a Milano e a Roma, fino al 1997. Durante la guerra della ex Jugoslavia fece l’autista di convogli umanitari. Nel 1999 fu a Belgrado durante il periodo dei bombardamenti della NATO.

Ha studiato da autodidatta diverse lingue, tra cui il russo, lo swahili, lo yiddish e l’ebraico antico, da questa lingua tradusse alcuni testi della Bibbia. Lo scopo di quelle che ha chiamato “traduzioni di servizio” non era quello di fornire il testo biblico in lingua facile o elegante, ma di riprodurlo nella lingua più simile e più obbediente all’originale ebraico.[3][4]

La pubblicazione, come scrittore, del suo primo romanzo Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a Napoli, avvenne nel 1989, a quasi quarant’anni.

Tradotto in francese, spagnolo, inglese e 30 altre lingue, tra il 1994 e il 2014 ha ricevuto il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre cavalli, il Prix Femina étranger per Montedidio, Il Premio Petrarca in Germania, Le Prix Europeen de la Litterature a Strasburgo, il premio Leteo in Spagna il Premio Jean Monnet in Francia. Ha collaborato con articoli di opinione a diversi giornali (La Repubblica, Il Corriere della Sera, il manifesto, Avvenire).

Nel 2003 ha fatto parte della giuria della 56ª edizione del Festival di Cannes, presieduta dal regista francese Patrice Chéreau, che ha assegnato la Palma d’oro per il miglior film a Elephant di Gus Van Sant.

Il critico letterario del Corriere della Sera Giorgio De Rienzo in un articolo del 2009 lo ha definito “scrittore d’Italia del decennio”.[5]

Ha scritto anche di montagna, della quale si è più volte definito un grande amante. Fu suo padre, un anziano militare del corpo degli Alpini, a trasmettergli questa passione. È conosciuto nel mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva. Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare un 8b, alla Grotta dell’Arenauta di Gaeta (8b+).[6] Nel 2005 ha partecipato a una spedizione himalayana con l’amica Nives Meroi, esperienza narrata nel libro Sulla traccia di Nives. È amico e coetaneo di Mauro Corona, con il quale condivide sia la passione sportiva che quella letteraria. Nel 2014, è stato membro della giuria del Piolet d’Or, un premio francese di alpinismo[7].

Nel 2009, durante la presentazione di un libro dell’ex brigatista Barbara Balzerani le parole con cui definì il periodo degli anni di piombo come una “piccola guerra civile” fecero discutere.[8]

Si è dedicato al sociale e occupato anche delle tematiche dell’emigrazione.

Con la giornalista Chiara Sasso, Wu Ming 1, Ascanio Celestini, Claudio Calia, Simone Tufano, Zerocalcare, ha partecipato alla scrittura del libro Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia No Tav di cui ha scritto l’introduzione, testo a sostegno dei diritti degli abitanti del territorio della Val di Susa e delle loro istanze sostenute anche dal movimento No TAV. Per alcune frasi, rilasciate in un’intervista del settembre 2013 contro i cantieri della TAV[9] è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere.[10] Il processo che vede come parti la LTF – Lyon Turin Ferroviaire S.A.S. che ha in appalto la costruzione della grande opera e lo scrittore, è iniziato il 28 gennaio 2015.

QUI LA SUA BIOGRAFIA SU WIKIPEDIA PER ESTESO



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