16
Mag
2018
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‘Caso’ Montante: indagati anche Rosario Crocetta e Giuseppe Catanzaro. Come mai?

Ironia a parte, in queste ore, dopo il ritrovamento, da parte degli inquirenti, dell’archivio segreto dell’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, nel mondo della vecchia politica siciliana serpeggia nervosismo e paura. Intanto sotto inchiesta sono finiti l’ex Presidente della Regione, Rosario Crocetta, il presidente degli industriali siciliani, Giuseppe Catanzaro (nella foto sopra), gli ex assessori Linda Vanchieri e Mariella Lo Bello e Maria Grazia Bramdara   

L’ombra del ‘caso’ Montante si allunga sull’ex Presidente della regione, Rosario Crocetta, sull’attuale presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, su due ex assessori regionali e su alcuni imprenditori.

Insomma, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta va avanti.

Su Live Sicilia leggiamo la seguente dichiarazione del presidente degli industriali siciliani, Catanzaro:

“Ho ricevuto un avviso a comparire quale persona sottoposta a indagini per reati che attengono ai rapporti con la politica, di cui solo oggi vengo a conoscenza. Andrò e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzione della verità storica. Ritengo che attenga alla fisiologia del sistema democratico effettuare verifiche e indagini in capo a chi svolge attività imprenditoriale”.

Una ‘tegola’ è arrivata anche sulla testa dell’ex Presidente della Regione, Crocetta. Per lui ipotesi accusatoria è l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito dei partiti.

Gli stessi reati vengono contestati agli ex assessori regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri e Mariella Lo Bello. Idem per il commissario dell’Irsap, Mariagrazia Brandara.

Sembrerebbe che le loro nomine siano state ‘pilotate’ dall’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante.

“Sono indagati per corruzione, abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti – leggiamo sempre su Live Sicilia – Antonello Montante, Carmelo Turco, Rosario Amarù, Totò Navarra, Giuseppe Catanzaro. Questi finanziavano nel 2012 illecitamente con duecentomila euro la campagna elettorale di Crocetta e della lista il Megafono. In cambio, secondo l’accusa, Crocetta, che per questo motivo avrebbe fatto parte dell’associazione a delinquere, nominò Linda Vancheri e successivamente Mariella Lo Bello alla guida dell’assessorato alle Attività produttive, e Maria Grazia Brandara a commissario dell’Irsap”.

A propria volta l’ex assessore alle Attività produttive ed ex vice Presidente della Regione, Mariella Lo Bello e il commissario dell’Irsap, Maria Grazia Brandara avrebbero “costretto” il dirigente dell’Irsap, Alessandro Ferrara, a redigere atti non proprio favorevoli ad Alfonso Cicero e a Marco Venturi e a presentare denunce contro entrambi.

Non mancano gli imprenditori che “ottenevano illecitamente appalti nello stabilimento Eni di Gela”. L’attuale presidente degli industriali siciliani, Catanzaro, titolare della discarica di Siculiana, stando alle indagini, avrebbe ottenuto appalti nel settore dei rifiuti. Ad aiutarlo sarebbe stato  sempre l’ex presidente Crocetta.

Un’altra impresa con sede a Milano avrebbe ottenuto appalti nel settore delle pulizie presso alcuni enti pubblici.

Che dire? Che la Procura della Repubblica – che in questi ultimi anni ha fatto luce su vicende delicatissime che per anni nessuno aveva fatto vnire fuori.

Questo, con molta probabilità, spiega la grande paura che si respira in queste ore nel mondo della vecchia politica siciliana che, a partire dai primi anni del 2000, ha accompagnato – e forse agevolato – prima l’ascesa di Montante e poi il posizionamento del suo sistema di potere nei ‘gangli’ dell’amministrazione regionale. Il riferimento è all’archivio segreto di Montante oggi al vaglio degli inquirenti.

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