MATTINALE 53/ Accade a Palermo: 69 anni, cade da un’impalcatura e muore: già dimenticato

MATTINALE 53/ Accade a Palermo: 69 anni, cade da un’impalcatura e muore: già dimenticato
22 aprile 2018

E’ durata mezza giornata, o giù di lì, la riflessione sull’operai di 69 anni di Palermo, Emanuele Di Paola, che invece di essere in pensione lavorava arrampicato su un’impalcatura, senza alcuna protezione. Da questo caso, figlio della legge Fornero, proviamo a descrivere le cause, salendo i gradini della sofferenza: legge Fornero, Jobs Act, Unione Europea dell’euro, aiutati dal costituzionalista Paolo Maddalena

Sessantanove anni. Aveva sessantanove anni Emanuele Di Paola, l’operaio che è morto cadendo da un’impalcatura a Mondello, la borgata a mare di Palermo.

La notizia ha fatto il giro, per mezza giornata, non più di tanto, tra i mezzi di informazione e poi è scomparsa, ‘inghiottita’ dall’indifferenza.

A sessantanove anni, in un Paese normale, non ci si arrampica sulle impalcature per lavorare, peraltro in assenza di misure che dovrebbero garantire la sicurezza dei lavoratori.

Di solito a sessantanove anni ci si ritrova in pensione. In casa, con i nipoti. A leggere, a giocare.

In Italia, no. L’Unione Europea dell’euro ha stabilito che gl’italiani hanno un’alta aspettativa di vita. E possono, anzi devono continuare a lavorare fino a settant’anni.

Tra le poche voci che hanno commentato l’accaduto, quella di un dirigente della CGIL:

“Un’emergenza senza fine – hanno detto il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario provinciale Cgil Palermo Mario Ridulfo -. Due giorni fa un operaio metalmeccanico di 25 anni ad Agrigento, oggi un operaio edile di 69 anni. Si continua a morire sul lavoro e troppo spesso gli incidenti avvengono tra lavoratori che, superati i limiti di età, si espongono ai rischi per bisogno e necessità mentre diminuiscono i controlli, la formazione continua a essere insufficiente e la parcellizzazione degli appalti e delle aziende favorisce la condizione generale di insicurezza sul lavoro”.

Poi, il silenzio.

Due forze politiche – il Movimento 5 Stelle e la Lega – hanno vinto le elezioni politiche presentando nel proprio programma l’abolizione della legge Fornero. Ma il nuovo Governo ancora non c’è. Ci sono invece pressioni fortissime per non toccare la legge Fornero.

La legge Fornero, per la cronaca, è la legge che ha massacrato i lavoratori italiani. E’ la legge che impedisce agli anziani di andare in pensione. Ed è la legge che ha creato gli esodati, una mostruosità della quale gli ‘europisti’ italiani non si vergognano.

Sempre per la cronaca, glie sodati sono lavoratori anziani che rimangono senza lavoro e senza pensione.

Così ha voluto il Governo di Mario Monti, un personaggio espressione del mondo della finanza che l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, quello di “ce lo chiede l’Europa”. Del Governo Monti Elsa Fornero era la ministra del Lavoro.

Perché la legge Fornero? Per far quadrare i conti: e per far quadrare i conti dell’Italia bisogna risparmiare anche sulle pensioni.

Attenzione: la riforma per passare dal calcolo delle pensioni retributivo al calcolo contributivo è già stata approvata. Ma all’Unione Europea dell’euro controllata dalla finanza e dalle multinazionali questo non basta.

Bisogna risparmiare per pagare il ‘debito’. Cosa ci raccontano del debito pubblico italiano? Che è figlio della Prima Repubblica. Niente di più falso!

Il debito pubblico italiano – lo spiega molto bene il costituzionalista Paolo Maddalena – è frutto della speculazione.

Un solo esempio per illustrare di che cosa stiamo parlando. Quanto, a fine 2011, si insedia il già citato Governo Monti, il debito pubblico italiano ammonta a mille e 800 miliardi di euro.

Ebbene, oggi, dopo sette anni di sacrifici imposti agl’italiani dai Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni il debito pubblico italiano ammonta a oltre 2 mila e 300 milioni di euro.

Non solo. Il debito pubblico non è mai stato un debito delle famiglie e delle imprese. Il Giappone – questo è un dato oggettivo, sotto gli occhi di tutti – ha un debito pubblico doppio di quello italiano.

Ma in Giappone non c’è la crisi economica che c’è in Italia. Lì tutto fila per il verso giusto. Perché lì il debito pubblico non è altro che uno Stato indebitato con se stesso. E siccome il Giappone ha la sovranità monetaria – ovvero il controllo della propria moneta – non c’è alcun problema: stampa moneta e va avanti.

L’Italia, invece, è finita in un sistema monetario governato da criminali e la imbroglioni. Che per derubare il nostro Paese, imponendo leggi come il Jobs Act. la ‘Buona scuola’, la legge Fornero, ci sta massacrando.

Vi siete mai chiesti perché il regno Unito e altri sette Paesi dell’Unione Europea non sono entrati nel sistema monetario euro?

Vi siete mai chiesti perché gli inglesi sono addirittura usciti dall’Unione Europea?

Come potete notare, dall’uomo di 69 anni precipitato da un’impalcatura e deceduto siamo arrivati al cuore dei problemi: l’Unione Europea dell’euro. La stessa – per intenderci – che, con il CETA (il trattato commerciale internazionale tra UE e Canada) – sta provando ad imporci il grano duro canadese al glifosato e alle micotossine che i consumatori non vogliono più mangiare sotto forma di pasta, pane, pizze e via continuando.

Attenzione: sono i consumatori che rifiutano il grano duro canadese, non certo l’Unione Europea, che non l’ha mai bandito!

Quell’Unione Europea che, oltre ad attentare alla nostra salute imponendoci ortofrutta, cereali e oli vegetali che fanno schifo, ci ha imposto leggi come il Jobs Act e la legge Fornero.

Non vi parliamo del PD di Renzi: su questo partito e su quello che ha combinato all’Italia riflettete voi.

Se avete tempo vi raccomandiamo, invece, di approfondire i video del costituzionalista Paolo Maddalena. Questo giurista – che è stato in prima fila nella battaglia contro le balorde riforme costituzionali che il PD ha cercato di rifilare all’Italia – spiega molto meglio di noi cos’è, oggi, l’Unione Europea dell’euro.

PRIMO VIDEO DEL PROFESSORE MADDALENA

SECONDO VIDEO DEL PROFESSORE MADDALENA -NO EURO

TERZO VIDEO DEL PROFESSORE MADDALENA – NO AL PENSIERO LIBERISTA

QUARTO VIDEO DEL PROFESSORE MADDALENA – GLI INGANNI DELLA FINANZA

Foto tratta da inviatospeciale.com

 

 



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