12
Gen
2018
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Palermo, quattro buoni motivi per fare ricorso contro la ZTL del Comune

Due donne impegnate in politica criticano la ZTL voluta dall’amministrazione comunale di Leoluca Orlando. Nadia Spallitta, responsabile regionale per l’ambiente e il territorio di Articolo 1 MDP, illustra quattro buoni motivi per presentare ricorso con la Zona a Traffico Limitato. Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’UDC, chiede come vengono spesi i soldi che il Comune incassa con la ZTL

“Sono quattro i principali punti che consentono ai cittadini multati a causa della ZTL di presentare ricorso avverso la Zona a Traffico Limitato istituita illegittimamente dal Comune di Palermo”.

Va all’attacco Nadia Spallitta, responsabile regionale per l’ambiente e il territorio di Articolo 1 MDP, formazione politica confluita nella lista Liberi e Uguali di Piero Grasso.

“Il primo punto – sottolinea Nadia Spallitta, che nella vita fa l’avvocato – è costituito dal fatto che la ZTL istituita dal Comune di Palermo viola la legge regionale n. 3 del 2016. Legge che è stata impugnata, ma che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittima. Questa legge prevede che il Comune, prima di istituire la ZTL, vari un regolamento consiliare con le linea guida per la tariffazione. Prevedendo, anche, le agevolazioni per chi ne ha diritto. Cose che il Comune non ha fatto. Già solo questa violazione può consentire a qualunque cittadino di presentare ricorso”.

“Per legge – aggiunge l’esponente politica della sinistra illustrando il secondo punto – il Piano generale del traffico (Pgt) va aggiornato ogni due anni. L’aggiornamento deve tenere conto delle mutazioni che intervengono nel corso dei 24 mesi. Nel caso di Palermo le novità dalle quali una ZTL non può prescindere sono il Tram, le pedonalizzazioni e i tagli delle corse da parte dell’AMAT. Per non parlare del piano dei parcheggi mai attuato”.

“Il terzo punto che consente il ricorso – precisa ancora Nadia Spallitta – è rappresentato dal fatto che l’attuale ZTL istituita a Palermo, a mio avviso, viola l’articolo 16 della Costituzione. Non si può – come invece avviene – imporre il pass giornaliero ai non residenti al costo di 5 euro! Attualmente, infatti, chi non è residente nell’area della ZTL, a meno di casi speciali, non può avere il pass annuale e deve pagare 5 euro ogni volta che entra nell’area della ZTL. Questa è una limitazione che i principi del nostro ordinamento non consentono”.

“Il quarto punto – prosegue l’esponente della sinistra – è rappresentato dal fatto che l’AMAT, attualmente, incassa e gestisce gli introiti provenienti dalle tariffe elevate a chi entra nella ZTL senza pagare. Questo è illegittimo, perché l’AMAT non può incassare e gestire questi fondi che, lo ricordo, sono a destinazione vincolata: sono risorse che debbono essere utilizzate per le strade, non per finanziare l’AMAT”.

“Credo – conclude Nadia Spallitta – che sia opportuno che il TAR Sicilia entri nel merito dei ricorsi presentati contro le ZTL. Pertanto verrà presentata un’istanza di prelievo per discutere di queste cause”.

Sulla ZTL interviene anche un’altra donna impegnata in politica: si tratta di Sabrina Figuccia, consigliera comunale di Palermo dell’UDC.

“Che fine faranno i milioni di euro che il Comune incasserà dalle multe della ZTL?”, si chiede in un’interrogazione presentata stamane al sindaco, Leoluca Orlando.

“E’ davvero paradossale – aggiunge Sabrina Figuccia – il doppio volto di Orlando: intransigente quando deve vessare i palermitani come dimostrano le centinaia di migliaia di multe della ZTL, inadempiente quando si tratta di far funzionare i servizi ai cittadini, compresi quelli che potrebbero rendere sensata l’introduzione della Zona a Traffico Limitato nella nostra città. Mi riferisco, ad esempio, al servizio di trasporto pubblico che, dopo l’introduzione di questo provvedimento, è stato addirittura depotenziato, o ai parcheggi di cui spesso si parla, ma che non vedono mai luce e che troppo spesso vengono lasciati in mano all’abusivismo”.

“Facile dire che è tutta colpa dei palermitani incivili e incapaci di adattarsi al cambiamento – aggiunge – quando non si è in grado di accettare il proprio fallimento. A testimoniarlo, le cifre esorbitanti delle sanzioni elevate in maniera spesso seriale, che nulla hanno a che fare con processi educativi e che invece testimoniano la vera natura punitiva di questo provvedimento nato con la mera intenzione di fare ‘cassa’. A questo punto è lecito chiedersi in che modo saranno utilizzati i soldi estorti dalle tasche dei palermitani”.

“Mi auguro che Orlando e l’assessora Iolanda Riolo utilizzino i milioni di euro che incasseranno soprattutto per migliorare i servizi ai cittadini, come previsto dall’articolo 208 del decreto legislativo 285/92 e successive modificazioni. Penso, ad esempio, alla sicurezza e alla manutenzione stradale, alle misure di assistenza e di tutela delle fasce deboli, o ancora all’abbattimento delle barriere architettoniche o all’istituzione di corsi per l’educazione stradale nelle scuole”.

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