Quando il dileggio con l’ironia contrasta, ‘vince’ il dileggio e l’ironia non basta…

Quando il dileggio con l’ironia contrasta, ‘vince’ il dileggio e l’ironia non basta…
10 gennaio 2018

Dedichiamo questo titolo e questa breve riflessione al mega-direttore galattico del Giornale di Sicilia, Marco Romano, che, alla nostra ironia, ha risposto definendo I Nuovi Vespri “Libero fango in libera rete”. Che dire? Mah!

Giorni fa ho pubblicato su questo blog un articolo in cui, così, tra il serio e il faceto, punzecchiavo il Giornale di Sicilia, riconoscendogli la sua caratteristica fondativa, ovvero la sua affezione a chi governa. Non era un giudizio di merito, per carità. Era una constatazione. “Ognunu – diceva il grande Angelo Musco – no’ so’ jardinu è patruni di chiantarici puru un mirruzzu (un merluzzo)”.

In quel pezzo non portavo alcun esempio a sostegno e forse questo ha nociuto alla completezza e alla comprensione del ragionamento. Certe cose che per alcuni sono ovvie, per altri hanno bisogno di una spiegazione. Ebbene, quella riflessione nasceva dalla fresca lettura nel Giornale di Sicilia di tutti gli interventi, dal titolo in prima pagina al resto degli articoli, sulla conferenza stampa del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a proposito del disavanzo della Regione e del preannuncio, fatto dallo stesso Governatore dell’Isola, di 3 anni di sacrifici che aspettano i siciliani.

Da “Diventerà bellissima” hic et nunc, a diventerà magrissima…

La linea dell’austerità annunciata è stata sposata in toto dal Giornale Sicilia, senza un gesto e senza un sospiro: non un commento vagamente critico, non un “ma come…” o un “ma allora …”.

Mi è sembrato un messaggio di sapore antico: credere, obbedire, combattere, tacere e tacendo morir…

Credo però di essermi mantenuto “dentro il pentagramma” e all’interno delle regole del buon gusto e del bon ton (COME POTETE LEGGERE QUI) e quindi non sono sicuro di avere meritato il tonitruante post del direttore del Giornale Sicilia, Marco Romano.
Alle lettrici e ai lettori l’ardua sentenza.

Ecco il post di Romano

“Spesso, nel mio web-zapping, mi capita (anche) di leggere una serie di idiozie assortite su qualche blog e blogghetto da quattro soldi. Non mi sorprendo, libero verbo in libera rete. Ci sta. Poi però mi imbatto in una roba delirante pubblicata dal nonsobenecosasia “i nuovi vespri”. E mi rendo conto che siamo al delirio psichedelico più assoluto. Falso, stupido, gratuito, offensivo e ignorante. Libero fango in ibera rete. E così sia”.


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