Elezioni politiche/ PD: c’è di nuovo Lumia! E Cracolici che… E ‘Totò’ Cardinale che scalpita

Elezioni politiche/ PD: c’è di nuovo Lumia! E Cracolici che… E ‘Totò’ Cardinale che scalpita
5 gennaio 2018

Non ci crederete, ma con tutta la crisi della sinistra, con tutta la crisi del PD, con tutti i disastri combinati da Rosario Crocetta alla Regione, tra i candidati alle elezioni politiche nazionali c’è, per la settima volta consecutiva!, Giuseppe Lumia. Cerca spazio anche Antonello Cracolici. Mentre ‘Totò’ Cardinale è a ‘caccia’ della riconferma per la figlia Daniela 

Non ci crederete. Come si usa dire dalle nostre parti, attuppativi l’aricchi: il senatore uscente del Megafono-PD, Giuseppe Lumia, potrebbe essere riconfermato ancora una volta tra i candidati del Partito Democratico alle elezioni politiche nazionali. Difficile, invece, capire cosa farà quello che è stato, per anni, l’alleato di Lumia, l’ex assessore regionale Antonello Cracolici, rieletto per il ritto della cuffia grazie a una ‘concessione’ dei renziani. E poi il solito Salvatore ‘Totò’ Cardinale che scalpita per la riconferma della figlia Daniela…

Esaminiamo, ad uno ad uno, i ‘casi’ di Lumia e Cracolici.

Lumia, che arriva dal mondo cattolico, è stato eletto per la prima volta nel 1994 nel collegio maggioritario di Termini Imerese (allora si votava con il Mattarellum). Da allora ad oggi è stato ininterrottamente riconfermato: alle elezioni politiche nazionali del 1996, alle elezioni del 2001, alle elezioni del 2006, alle elezioni del 2008.

Nella primavera del 2013 sarebbe finito fuori, perché – così si racconta – non aveva i voti per risultare eletto alle primarie del PD. Così lui e l’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta (che era stato eletto a Palazzo d’Orleans qualche mese prima: per la previsione, nel novembre del 2012), si inventarono la lista del Megafono per fare eleggere, per la sesta volta consecutiva, Lumia alle elezioni nazionali.

Adesso Lumia si accinge alla sua settima candidatura al Parlamento nazionale. Ricordiamo che le elezioni politiche sono previste per il prossimo 4 marzo. E nel PD – partito che in Sicilia non è messo molto bene – non ci saranno primarie: deciderà tutto Renzi.

Da qui i malumori: perché i posti sono sempre di meno (nel conto va messa anche la scissione del PD, con la nascita di Liberi e Uguali di Piero Grasso, che drenerà voti e seggi allo stesso PD) e gli aspiranti candidati, vecchi e nuovi, sono tanti.

Lumia, abilissimo, ha già messo il ferro dietro la porta: è passato con la corrente di Michele Emiliano al quale – così si dice – dovrebbero spettare una decina di seggi. Uno di questi dovrebbe andare proprio a Lumia, che verrebbe eletto per la settima volta consecutiva, facendo ‘marameo’ ai tanti esponenti del PD che – per tanti motivi – lo vorrebbero vedere a casa da almeno una decina di anni.

Se Lumia si è ‘coperto’ con Emiliano, l’ex presidente della Regione Crocetta, di fatto, ha utilizzato la Regione per ‘coprirsi’ con Renzi. da Governatore dell’Isola ha firmato ben due ‘Patti scellerati’ con il segretario nazionale del PD, che allora ricopriva la carica di capo del Governo.

Sono ‘Patti’ finanziari che hanno penalizzato fortemente la Regione siciliana, ma che hanno consentito a Crocetta di accumulare ‘crediti’ con Renzi.

Non solo. Crocetta, alle ultime elezioni regionali, ha ritirato la propria candidatura e poi la sua lista per dare spazio al candidato di Renzi e del sindaco di Palermo, Fabrizio Micari, acquisendo altri ‘crediti’ verso il segretario del PD. Che adesso dovrebbe pagare a Crocetta le ‘cambiali’ politiche candidandolo in un seggio sicuro.

Sarà così? Se sì, sarà il capolavoro politico di Lumia. Quest’ultimo, infatti, come già accennato, dovrebbe acciuffare la sua settima candidatura (ed elezione in un collegio sicuro: probabilmente nella quota proporzionale, cioè nelle liste bloccate previste dal Rosatellum, la nuova legge elettorale di Camera e Senato) e, contemporaneamente,garantire l’elezione al suo antico alleato, Crocetta.

Riusciranno i nostri ‘eroi’ del PD siciliano  farsi eleggere a Roma? Non lo sappiamo, perché, nel frattempo, dentro il Partito Democratico dell’Isola monta la protesta: una protesta che riguarda proprio le candidature. C’è stata un’assemblea autoconvocata a Palermo. Con molta probabilità, ne vedremo delle belle.

Non va meglio per Antonello Cracolici. Quest’ultimo, di fatto, è stato ‘graziato’ – mettiamola così – dai renziani. Sono stati i renziani a dirottare l’ex sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, nella lista di Micari e di Orlando del collegio di Palermo. Lista, lo ricordiamo, che non ha superato il quorum del 5%.

Se Ferrarello si fosse candidato nella lista del PD di Palermo, con i circa 9 mila voti che ha preso avrebbe superato Cracolici e sarebbe stato eletto, lasciando fuori dall’Ars proprio l’ex assessore all’Agricoltura. 

Invece le cose sono andate diversamente: Ferrarello è finito nella strada senza uscita della lista renziana di Palermo e Cracolici è stato eletto per la quinta volta consecutiva all’Assemblea regionale siciliana. Solo che Sala d’Ercole, oggi, ad Antonello va un po’ stretta.

In realtà, Cracolici ha tentato, alle ultime elezioni europee, di prendere la strada di Bruxelles. Ma è stato ‘placcato’ dal suo stesso partito. Ora sembra che punti su Roma, ma la strada, per lui, sembra tutta in salita.

‘Totò’ da Mussomeli, infine. Uscito pesantemente ‘ammaccato’ dalle ultime elezioni regionali (gli ex democristiani come lui gli hanno svuotato il ‘forziere’ elettorale), cardinale può contare, oggi su due deputati regionali (uno dei quali, Edy Tamajo, è un po’ ‘ammaccato’ come lui, se è vero che è sotto inchiesta).

Nel gioco trasformista di centrodestra e centrosinistra della Sicilia che, alla fine, si scambiano gli stessi voti clientelari, Cardinale è messo alla finestra: per ora è con il centrosinistra, ma se in questo passaggio elettorale il suo ‘carniere’ rimarrà vuoto, il suo movimento – Sicilia Futura – potrebbe anche ‘abbuccare’ verso il centrodestra.

Qui verrebbe accolto a braccia aperte dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, se è vero che l’attuale Governo, all’Ars, non ha una maggioranza.

Cosa vuole ‘Totò’ Cardinale da Mussomeli? Almeno due seggi a Roma: uno per riconfermare la figlia Daniela (che ha già alle spalle un paio di legislature e dovrebbe andare a casa); e un altro per non si sa chi (ma a quanto pare ‘Totò’ ne chiederebbe due per averne uno: per la figlia).

Come finirà? La parola a Renzi, che deciderà ‘democraticamente’ per tutti…

 


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