Lo sbarco dei migranti a Torre Salsa e le polemiche su una strada che non s’ha da fare…

Lo sbarco dei migranti a Torre Salsa e le polemiche su una strada che non s’ha da fare…
7 dicembre 2017

Il freddo invernale non ferma gli sbarchi a umma umma di migranti nella Riserva naturale di Torre Salsa, in provincia di Agrigento. Approfittiamo di questo fatto di cronaca per tornare a porre il tema della gestione di queste aree protette. Il ‘caso’ di una strada che insiste dentro Torre Salsa è paradigmatico. Sullo sfondo un problema – la gestione di Parchi e Riserve – che va affrontato e risolto

Il freddo di dicembre non ferma gli sbarchi a umma umma di migranti nell’Agrigentino. Ieri – come documenta l’associazione ambientalista Mareamico – è andato in  scena un nuovo sbarco, con l’arrivo di una settantina di migranti (QUI IL VIDEO DI MAREAMICO). Lo sbarco è avvenuto nella spiaggia della Riserva naturale di Torre Salsa.

Un particolare degno di nota: da mesi, nella Riserva naturale di Torre Salsa, è in corso una diatriba sulla strada. Chi vive dentro la Riserva la vorrebbe sistemare a proprie spese (e in questo il Comune di Siculiana è d’accordo); ma l’ente gestore della Riserva – il WWF – si oppone.

Per la cronaca, va detto che la Riserva naturale di Torre Salsa è stata istituita dalla Regione siciliana nel 2000 su terreni che, al 95%, fanno capo a privati. In questa zona – che dal 2000 è Riserva naturale della Regione siciliana – c’erano almeno un cento piccole aziende agricole. Scriviamo c’erano perché molte di queste aziende hanno chiuso i battenti per le difficoltà che tali agricoltori hanno riscontrato svolgendo la propria attività in un’area che è diventata problematica.

Non c’è da stupirsi dalla presenza di queste aziende agricole. La Riserva di Torre Salsa – che si distende su circa sei km di costa tra Eraclea Minoa e Siculiana, in provincia di Agrigento – ha una superficie di circa 780 ettari.

Come già ricordato, al 95% e forse più i terreni di questa Riserva naturale fanno capo ai privati. Nel 2000 si disse che l’istituzione di questa area protetta – in verità piuttosto forzata, visto che è stata istituita su aree private – era giustificata dal fatto che erano in corso speculazioni che avrebbero potuto deturpare tale bellissimo tratto di costa.

Questo comunque non giustifica i problemi che l’istituzione della Riserva naturale ha creato agli agricoltori del luogo. Ricordiamo che in Sicilia – chi ha studiato Economia agraria queste cose le sa – è storicamente prevalente la piccola proprietà contadina. Nella nostra Isola non è raro trovare aziende agricole di un paio di ettari: per l’appunto, la piccola proprietà contadina che, ancora in parte, resiste a Torre Salsa.

La convivenza tra privati e ente gestore, a Torre Salsa, non è mai stata facile. La storia è sempre la stessa: l’ente gestore, nel nome della tutela, mette ‘paletti’ e divieti vari e gli abitanti insorgono.

Non mancano contraddizioni: come la possibilità concessa agli austriaci del gruppo Adler di realizzare un Resort al confine con la Riserva naturale, in un’area che è sempre protetta: il Resort, infatti, sorgerà – e questo è semplicemente incredibile! – dentro un SIC, un Sito d’Interesse comunitario.

Da qui già la prima domanda: la Regione ha istituito la Riserva di Torre Salsa per evitare la speculazione su questo tratto di costa e poi consente a un gruppo austriaco di realizzare un Resort al confine con la Riserva naturale, per giunta dentro un Sito d’Interesse comunitario?

I siciliani, a Torre Salsa e dintorni, non possono toccare nulla e gli austriaci giocano a golf?

Insomma: chi ha i soldi fa quello che vuole, mentre i normali cittadini debbono rispettare l’ambiente…

L’altro aspetto contraddittorio è che ad autorizzare il Resort sono stati anche i gestori della Riserva di Torre Salsa: ovvero il WWF locale.

Noi questa storia l’abbiamo raccontata. Il WWF locale ha detto sì al progetto del Resort Adler; dopo che è esploso il ‘caso’, il WWF regionale ha detto no e bla bla bla.

Scriviamo bla bla bla perché, dopo questa sceneggiata – perché di una sceneggiata si è trattato – Regione siciliana e Comune di Siculiana hanno autorizzato gli austriaci della ADLER a realizzare il Resort, come potete leggere nei tanti approfondimenti che abbiamo dedicato a questa incredibile vicenda: articoli che trovate allegati in calce a questo articolo.

Ebbene, rispetto a questa incredibile autorizzazione concessa a un gruppo austriaco – ribadiamo: un Resort dentro un Sito d’Interesse Comunitario – non abbiamo letto proteste degli ambientalisti. Nulla di nulla.

E infatti sono in tanti a chiedersi: il Resort in un’area protetta sì (con tanto di ‘autorizzazione’ da parte degli ambientalisti siciliani) e la strada per gli abitanti di Torre Salsa no?

Per evitare equivoci va detto che nessuno vuole asfaltare la strada che si trova dentro la Riserva di Torre Salsa: si tratta di sistemare questa strada senza ricorso al cemento e all’asfalto: sistemarla per renderla percorribile, perché in inverno, con le piogge, si allaga e diventa simile a certe strade provinciali della Sicilia abbandonate e non più percorribili da quando il Governo nazionale e il Governo regionale hanno lasciato le Province senza soldi.

In questo articolo abbiamo deciso di non riportare le tesi degli abitanti e dell’ente gestore di questa Riserva naturale perché è semplicemente inutile: gli uni dicono una cosa, gli altri la smentiscono; e viceversa.

L’unica cosa che risulterebbe valida – anche per i lettori – potrebbe essere un video con gli uni e gli altri, anche se dubitiamo che si arriverebbe a qualcosa di utile.

La verità è che la Regione siciliana dovrebbe intervenire, una volta per tutte, per porre fine alle incomprensioni ormai trentennali tra chi gestisce Parchi e Riserve naturali e chi vive in queste zone che, troppo spesso, subisce penalizzazioni. 

Anche perché, come abbiamo detto, le rigide prescrizioni valgono soltanto per i comuni cittadini, per i ricchi i criteri diventano flessibili.

Dei problemi legati alla gestione delle aree protette della Sicilia ci siamo occupati in vari articoli (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO e anche IN QUEST’ALTRO ARTICOLO).

Ad avviso di chi scrive, il primo passo per fare un po’ d’ordine in un settore dove la confusione è sovrana è il ritorno ad un potere autorizzatorio unico in capo alla Regione.

Ricordiamo che l’amministrazione regionale ha ceduto parte del proprio potere autorizzatorio agli enti gestori di Parchi e Riserve: questo, nel caso di Parchi gestiti da soggetti riconducibili alla stessa Regione siciliana, potrebbe anche funzionare; ma cedere il potere autorizzatorio a soggetti privati – perché le associazioni ambientaliste che gestiscono alcune Riserve naturali sono soggetti privati – ci sembra cosa decisamente fuori luogo.

Il secondo passo è l’eliminazione dei conflitti d’interesse. Le associazioni ambientaliste debbono controllare l’operato della Regione, non prendere soldi dalla Regione per gestire le Riserve naturali della stessa Regione!

L’amministrazione regionale ha personale e competenze per gestire le proprie aree protette della Sicilia: li utilizzi al meglio.

Detto questo, torniamo all’inizio: allo sbarco di migranti a Torre Salsa. Per i migranti, ieri, non si è posto il problema della strada: c’era il sole e non c’erano allagamenti. Poi i migranti vanno a piedi. Loro – almeno loro – non possono essere fermati…

DA LEGGERE:

Addio alla Riserva naturale di Torre Salsa: arrivano gli austriaci con un Resort

 

Il Resort ‘austriaco’ di Torre Salsa e il mistero del campo da golf

 

Resort a Torre Salsa: “Spiagge privatizzate e riserva compromessa”

 

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