Faraone sull’Ars: “Le vice presidenze alle opposizioni”. Proprio come hanno fatto lui e i suoi amici…

23 novembre 2017

Non fare agli altri ciò che non vuoi che venga fatto a te. Nella passata legislatura il centrosinistra, all’Ars, ha tenuto per sé, oltre alla presidenza, le due vice presidenze e le presidenze di tutte le commissioni legislative. Ma adesso Davide Faraone, sottosegretario del PD, vuole l’applicazione della “grammatica istituzionale” che lui e tutto il centrosinistra hanno calpestato nella passata legislatura

Dice il sottosegretario Davide Faraone, esponente del PD renziano:

“La maggioranza scelga il presidente che guiderà i lavori d’aula, le due vice presidenze alle opposizioni, che a Sala d’Ercole sono due. È grammatica istituzionale e non un accordo sottobanco”.

Dunque, secondo Faraone, al centrodestra, che vinto le elezioni regionali, andrebbe la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana (dove vorrebbe andare a sedersi il commissario-coordinatore di Forza Italia nell’Isola, Gianfranco Miccichè, anche se la sua non si presenta come una passeggiata, come potete leggere qui), mentre le due vicepresidenze dovrebbero andare alle opposizioni: una al PD e la seconda al Movimento 5 Stelle.

La cosa strana sapete qual è? Che la “grammatica istituzionale” alla quale si richiama oggi Faraone non è mai stata applicata nella precedente legislatura, quando a governare era il centrosinistra con lo stesso sottosegretario.

Con Rosario Crocetta presidente della Regione e Giovanni Ardizzone, presidente dell’Ars, infatti, il centrosinistra siciliano si è tenuto le due vice presidenze del Parlamento dell’Isola e tutte, dicasi tutte le presidenze delle commissioni legislative!

In realtà, ad inizio legislatura, cinque anni fa, l’Aula ha eletto un vice presidente dell’Ars del Movimento 5 Stelle: Antonio Venturino. Elezione politicamente corretta, dal momento che i grillini rappresentavano, come del resto oggi, il gruppo parlamentare più numeroso (nella passata legislatura erano 15 deputati, nella nuova legislatura possono contare su 20 deputati).

Senonché, qualche giorno dopo l’elezione a vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Venturino ha lasciato il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Venturino – per una questione di bon ton istituzionale – avrebbe dovuto lasciare la vice presidenza: non soltanto perché il ruolo spettava ai grillini, ma anche perché il gruppo più numeroso di Sala d’Ercole era rimasto fuori dal Consiglio di presidenza dell’Ars (una sorta di ‘consiglio di amministrazione’ del Parlamento siciliano composto dal presidente, dai due vice presidenti, dai due deputati questori e dai due deputati segretari).

Invece Venturino si è tenuto la poltrona di vice presidente del Parlamento. Mentre i grillini sono rimasti fuori, come già ricordato, dal Consiglio di presidenza dell’Ars.

Stranamente, cinque anni fa, Faraone non ha notato la violazione della “grammatica istituzionale”.

E non l’ha notata nemmeno l’allora presidente dell’Ars, Ardizzone, che a metà legislatura, quando si rinnovano – o si dovrebbero rinnovare, perché non sempre questa parte del regolamento viene applicata – i vertici delle commissioni legislative, avrebbe dovuto rimettere le cose a posto, dando ai grillini il posto che gli spettava nel Consiglio di presidenza dell’Ars. Cosa che Ardizzone ‘cuor di leone’ non ha fatto.

Al contrario, come abbiamo già sottolineato, il centrosinistra, oltre alla presidenza, ha tenuto per sé le due vice presidenze (la prima con Giuseppe Lupo, parlamentare del PD, la seconda con lo stesso Venturino, nel frattempo diventato governativo) e tutte le presidente delle commissioni legislative.

Oggi il centrosinistra, dopo la sconfitta elettorale, per bocca di Faraone, rispolvera la “grammatica istituzionale” che per cinque anni ha calpestato. E che, forse, potrebbe continuare a calpestare, se è vero che si parla di un accordo tra Gianfranco Miccichè, l’ex presidente Raffaele Lombardo e il PD per eleggere lo stesso Miccichè alla presidenza dell’Ars e per spartire le due vice presidenze lasciando ancora una volta fuori dal Consiglio di presidenza dell’Ars il Movimento 5 Stelle.

In questo caso, dalla “grammatica istituzionale” di Faraone si passerebbe alla “grammatica pastettara” di Miccichè, Lombardo e PD siciliano.

A meno che i deputati della nuova Assemblea regionale siciliana non decidano di mandare all’aria le pastette di Miccichè, di Lombardo e del PD…

 

 

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