12
Ago
2017
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Si può battere la vecchia politica siciliana? Sì. L’intuizione di Busalacchi è sempre più valida

Due anni fa il titolare di questo blog ha individuato non solo il blocco clientelare di circa 800 mila voti che fa vincere la vecchia politica siciliana, ma anche l’esigenza di un blocco sociale – e quindi elettorale – alternativo. Oggi che il blocco sociale della vecchia politica si va sfaldando. da qui l’esigenza di portare al voto i Siciliani che in questi ultimi anni no sono andati a votare. La deriva clientelare dell’ANCI Sicilia versione Leoluca Orlando

Ma veramente i Siciliani non hanno nulla da dire rispetto allo spettacolo che, in queste ore, sta fornendo la vecchia politica siciliana? Con un personaggio – il Ministro Angelino Alfano – diviso fra il centrodestra e il centrosinistra? Metà dei suoi avrebbero già l’accordo con il PD, con Totò Cardinale, con Leoluca Orlando e con Giampiero D’Alia; l’altra metà sarebbe invece orientata con il centrodestra.

Sapete qual è la cosa che lascia interdetti? Che questa strategia – che sembra folle – ha invece una logica che si basa su due elementi e che avvantaggia la vecchia politica: cioè lo stesso centrodestra e lo stesso centrosinistra.

Il primo elemento è l’insofferenza verso la politica manifestato da tanti Siciliani.

Gli elettori di centrosinistra sono infastiditi dal PD renziano e da Rosario Crocetta. Mentre tanti elettori di centrodestra sono infastiditi dall’eventuale ritorno di Angelino Alfano e dei suoi in questo schieramento politico.

Apparentemente questa disaffezione al voto dovrebbe svantaggiare queste due schieramenti politici. Invece di rafforza perché la nausea verso una politica fatta solo da poltrone & potere, senza ideali, si diffonde in tutta la società siciliana come un virus e contagia tutti, soprattutto i giovani.

Così a votare va, in maggioranza, l’elettorato ‘cammellato’, cioè strutturato: ovvero gli elettori legati da rapporti ‘concreti’ alla politica: il clientelismo. Questo blocco di circa 700-800 mila persone che in Sicilia votano per motivazioni clientelari-personali ha determinato, nel 2012, la vittoria del centrosinistra.

Nel senso che è stata la coalizione che cinque anni fa appoggiava Rosario Crocetta – il centrosinistra – ad intercettare la maggioranza dei voti di questo blocco clientelare. Grazie al fatto che, cinque anni fa, una parte del centrodestra ha portato i propri voti clientelari al centrosinistra (Gianfranco Micciché, Raffaele Lombardo, Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione che cinque anni fa, invece di far votare Nello Musumeci, hanno fatto votare Rosario Crocetta). .

Il peso esercitato da questo blocco clientelare, tutt’ora in piedi anche se la regione siciliana è in sostanziale default, non deve essere sfuggito al Movimento 5 Stelle e al suo candidato alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri. Che, forse, a differenza di cinque anni fa, è un po’ più realista: da qui la sua dichiarazione, come dire?, moderata sugli “abusivi di necessità”, cioè su chi ha costruito abitazioni in barba alla legge.

La sensazione è che anche il Movimento 5 Stelle, in Sicilia, potrebbe giudicare difficile portare al voto i tanti Siciliani che, da anni, disertano le urne. Da qui certi ‘ammiccamenti’ a soggetti tradizionalmente legati al voto clientelare.

A questo punto, si apre uno spazio politico interessante. Fatti quattro conti – e mettendo assieme gli elettori siciliani che non hanno votato alle elezioni regionali di cinque anni fa e gli elettori che non hanno votato alle recenti elezioni comunali – la politica siciliana non ‘contaminata’ dal vecchio centrodestra e dal vecchio centrosinistra, oltre ai propri voti, ha a disposizione un milione e mezzo-due milioni di elettori potenziali sui quali lavorare.

E’ chiaro che parliamo di una parte della società siciliana massacrata dalle politiche di austerità dell’Unione Europea fatte proprie dal Governo nazionale e dal fallimento pressoché totale del Governo Crocetta-PD.

Ma se le forze politiche alternative al centrodestra e al centrosinistra riuscissero a portare al voto almeno il 30% di questa società siciliana che da anni ha scelto di non recarsi alle urne, ebbene, i risultati elettorali in Sicilia potrebbero dare luogo a grosse sorprese.

Bisogna dare atto al titolare di questo blog – Franco Busalacchi – di aver individuato, due anni fa, con chiarezza non soltanto il blocco elettorale clientelare, ma soprattutto l’esigenza di contrapporre a questo blocco elettorale clientelare un altro blocco elettorale alternativo.

Vi consigliamo di leggere l’articolo scritto due anni fa da Busalacchi.

Da allora ad oggi sono intervenuti cambiamenti importanti.

Gli operai della Forestale, ad esempio – poco meno di 20 mila persone – hanno capito che l’attuale Governo regionale non solo li ha presi in giro, ma li ha mandati al massacro contro la strategia criminale che sta dietro gli incendi.

Il personale delle ex Province – circa 6 mila persone – ha capito di essere stato penalizzato dall’attuale Governo regionale.

Anche i precari degli enti locali non sono più tanto sicuri di votare per la vecchia politica.

In parte, il blocco sociale clientelare della vecchia politica siciliana si va sfaldando. Se a questo sfaldamento in atto la politica siciliana alternativa riuscirà a contrapporre un blocco alternativo, portando al voto il 30% degli elettori siciliani che in questi ultimi anni non sono andati a votare, ebbene, centrodestra e centrosinistra potrebbero doversi confrontare con sgradevolissime sorprese.

Oggi uno dei punti di forza che tiene in piedi il blocco sociale clientelare della vecchia politica siciliana è rappresentato dai sindaci di centrosinistra.

I Comuni siciliani sono quasi tutti falliti. Più che fornire servizi ai cittadini, torchiano gli stessi cittadini con balzelli di tutti i tipi, dalle contravvenzioni ai titolari di esercizi commerciali alle ZTL (il Comune di Palermo, su questi fronti, è imbattibile).

Non è un caso che uno dei fulcri su cui punta il centrosinistra sono i sindaci o ex sindaci che dovrebbero comporre la lista di Leoluca Orlando, che usa l’ANCI siciliana (Associazione nazionale dei Comuni Italiani) non per dare forza ai Comuni nell’interlocuzione con Stato e Regione, ma per organizzare liste elettorali!

Sarà importante, in questi mesi di campagna elettorale, spiegare che la strategia del Governo nazionale – e quindi della vecchia politica siciliana – è di fare fallire i Comuni medi e piccoli della Sicilia.

Ai cittadini siciliani va raccontata la verità: e cioè che i sindaci – con riferimento ai sindaci di centrosinistra che magari si candideranno alle elezioni regionali di novembre – li stanno prendendo in giro. E che si accingono a far pagare ai cittadini siciliani i soldi che il Governo Renzi e il Governo Gentiloni hanno tolto ai Comuni siciliani, con la connivenza del Governo Crocetta-PD, portandoli al fallimento.   

 

 

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