7
Lug
2017
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La differenza tra la malapolitica e noi: loro cercano di sopravvivere, noi vogliano vivere

Guardateli gli esponenti del centrodestra e del centrosinistra siciliano: corrono e si ricorrono alla ricerca di un candidato che li tenga assieme, che nasconda le loro miserie e il loro vuoto culturale prima che politico. E cercano, cercano, cercano: un Grasso di qua, un La Via di là, un sottosegretario, perfino un banchiere. In alternativa ci sono i veri Siciliani che, finalmente, stanno facendo prevalere ciò che li unisce su ciò che li divide

La mala politica siciliana che gioca a rimpiattino, ignorando gli interessi e i problemi della Sicilia e dei siciliani, cercando nuove aggregazioni, nuove emozioni e nuovi compagni di strada, assomiglia tanto a chi, al centro del corridoio di un albergo, aspetta l’ascensore che arriverà per primo, pronto ad imbarcarsi. Si aprirà prima quello di destra? Via! O quello di sinistra? Va bene anche quello!
Rifacciamo la DC! Sì, ma con chi? Siamo a caccia di un simil-Grasso! Un simil Grasso! Ma si sentono quando parlano? Ci serve un nome forte, “stretta la soglia, larga La Via”. La Via? Ma state scherzando!! Qui ci vuole perlomeno un ministro! E chi ce l’ha? Loro hanno un sotto sottosegretario! Noi abbiamo un sotto sottosegretario? Ma chi l’ha visto? Un banchiere, ci serve un banchiere! E chi? Quella è gente seria, non si mette con noi!

Così passano i giorni del centrodestra e del centrosinistra, tra angosce e turbamenti. Mentre la paura fa 90 e la confusione aumenta, una forza tranquilla cresce e matura. Una forza antica, sempre contrastata, a volte con la violenza, più spesso con l’inganno e il tradimento, spesso sconfitta ma mai vinta, mai doma.

Una forza consapevole del suo retaggio, della sua storia, della identità che la ispira e la guida.
Siamo noi, i siciliani. Gli eredi di quelli che hanno costruito un sogno paziente che in troppi hanno calpestato. Siamo tornati? No, siamo sempre stati qui e adesso, attorno a quel sogno, ci stiamo aggregando, atomo con atomo, cellula con cellula. Ciò che ci unisce da sempre finalmente prevale su ciò che ci ha tenuti divisi. Il processo non è ancora completato, ma sono convinto che la ragionevolezza e la nobiltà dei nostri comuni intenti prevarrà sulle residue divisioni.

Ci unisce la consapevolezza che la politica attuale fa il gioco di chi persegue interessi non nostri e che pertanto deve essere espulsa dalle leve del governo siciliano. Ci deve unire la ragionevole convinzione che se anche uno solo di noi si perde per strada chi vuole il male della Sicilia e dei Siciliani prevarrà ancora una volta.

Sappiamo quello che dobbiamo fare, come lo dobbiamo fare e con chi. Mentre la “mala signoria” cerca una strada per sopravvivere, noi stiamo già percorrendo la strada per vivere.

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