Ars, oggi lo stralcio delle norme del ‘collegato’ alla Finanziaria. La recita sulla SAS…

Ars, oggi lo stralcio delle norme del ‘collegato’ alla Finanziaria. La recita sulla SAS…
22 giugno 2017

A fatica, l’Ars ha ripreso l’attività legislativa. Oggi la presidenza del Parlamento siciliano dovrebbe comunicare l’elenco (che sembrerebbe nutrito) di norme che verranno stralciate dal disegno di legge sul ‘collegato alla Finanziaria 2017’. I retroscena dell’assunzione dei 152 dipendenti delle società regionali presso la SAS: una manovra azzardata, senza una sostanziale copertura finanziaria

A fatica, in Assemblea regionale siciliana è ripresa l’attività legislativa. A lavorare sono le commissioni legislative di merito e, soprattutto, la commissione Bilancio e Finanze. L’argomento in questione è il cosiddetto ‘Collegato’ alla Finanziaria 2017. Si tratta di una serie di norme che sono state raccolte in un unico disegno di legge che dovrebbe essere esaminato e approvato in questa sessione legislativa.

Questo disegno di legge, o meglio, il ‘cammino’ di questo disegno di legge sembra piuttosto tormentato. E lo si è visto, ieri, durante la riunione della commissione Bilancio e Finanze. E’ successo che alcune di queste norme sono arrivate in questa commissione (che si occupa della copertura finanziaria) senza passare dalla commissioni legislative di merito.

Correttamente, la presidenza dell’Ars ha inviato tali norme nelle rispettive commissioni legislative di merito. Ogni commissione di merito ha esaminato tali norme: alcune sono state approvate, altre sono state ‘bocciate’.

Le norme che sono state ‘bocciate’ dalle commissioni di merito non dovrebbero passare all’esame della commissione Bilancio e Finanze e, di conseguenza, non arriveranno in Aula per l’approvazione.

Questa prospettiva, ieri, ha suscitato non poche polemiche in commissione Bilancio e Finanze. Il motivo è semplice: il ‘collegato alla Finanziaria’ dovrebbe essere l’ultima manovra prima della chiusura di questa tormentata legislatura. E ci sono deputati che hanno puntato molto su questo o quel provvedimento per provare a farsi rieleggere.

Il fatto che tali norme verranno stralciate non gli va proprio a genio.

Quello che è certo è che oggi il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, dovrebbe comunicare la lista dei ‘morti & feriti, cioè la lista delle norme che verranno stralciate dal ‘collegato alla Finanziaria 2017’ sulla base dei pronunciamenti delle commissioni legislative di merito. A questi stralci potrebbero aggiungersi altre norme stralciate per insindacabile volontà della stessa presidenza dell’Ars.

Per il resto, le cronache politiche di queste non registrano fatti particolari: a parte i retroscena di una vicenda ancora non molto chiara. Si tratta del passaggio presso gli uffici della SAS di 152 dipendenti di società regionali poste in liquidazione. La SAS è una società regionale che fornisce servizi all’Amministrazione.

I 152 dipendenti che la SAS dovrebbe assorbire – dirigenti e funzionari – facevano capo a società regionali oggi in liquidazione: Ciem, Lavoro Sicilia, Sviluppo Italia Sicilia, Terme di Sciacca, Quarit, Spi, Cerisdi e Iridas. 

La vicenda è un po’ ‘inturciuniata’, come si usa dire in Sicilia. Ci sono, infatti, punti che non sono affatto chiari e retroscena che vedono come protagonista l’assessore-commissario della Regione siciliana, Alessandro Baccei. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo con la SAS. Questa società – nella quale lavorano oltre 2 mila persone e che in questi anni ha continuato ad assumere personale (ovviamente senza concorso, ma per chiamata diretta ‘alla siciliana’) – è già stata oggetto di precisazioni da parte della Corte dei Conti.

Il motivo è legato al fatto che la politica siciliana, in perfetto stile consociativo, paga questi dipendenti, in buona parte, ‘distraendo’ i fondi dal Fondo regionale per la sanità. Un’assurdità, in una Sicilia dove la sanità pubblica è in gravissima difficoltà!

Ribadiamo: la Corte dei Conti è già intervenuta su tale vicenda: perché non è normale che, mentre la sanità siciliana è in grande sofferenza proprio per mancanza di fondi, la politica siciliana – con riferimento al Governo regionale e a tutte le opposizioni che, quando ci sono di mezzo precari da tutelare, non fiatano – utilizza una parte dei fondi della sanità per pagare gli stipendi a soggetti che con la sanità siciliana non hanno nulla a che spartire!

Anche in ragione di questo, l’assessore Baccei – e qui c’è il retroscena che i sindacalisti di tutti i colori hanno dovuto ingoiare – ha evitato di creare la continuità lavorativa di questi 152 soggetti tra il lavoro che svolgevano nelle società regionali poste in liquidazione e il passaggio presso la SAS. Per arrivare, così, a nuove assunzioni di questi dipendenti senza continuità con il passato.

Questo passaggio dovrebbe evitare alla Regione siciliana di pagare la continuità lavorativa, che la stessa Regione metterebbe a carico del Fondo sanitario regionale.

Questa volta Baccei non ha fatto una cosa sbagliata, perché, di fatto, ha tutelato il Fondo sanitario regionale (diverso il discorso su alcune società regionali poste in liquidazione che, invece, avrebbero potuto essere salvate).

Detto questo, il passaggio di questi lavoratori presso la SAS non è molto chiaro. Alla luce degli ‘avvertimenti’ della Corte dei Conti, la politica siciliana si è premurata di far sapere che le risorse finanziarie per pagare questo personale non verranno prese dal Fondo sanitario regionale, ma da risorse rastrellate qua e là dal Bilancio.

Per retribuite tali dipendenti sarebbero stati reperiti circa 3 milioni di euro, più altre risorse che dovrebbero arrivare dal ‘Patto per la Sicilia’.

Da quello che abbiamo letto nelle ‘carte’ – e soprattutto da quello che abbiamo intuito provando a capire come stanno le cose – la copertura finanziaria per pagare questo personale è tutt’altro che chiara. Passino i 3 milioni di euro reperiti qua e là: ma sulle risorse finanziarie del ‘Patto per la Sicilia’ nutriamo forti dubbi.

Ricordiamo che i fondi del ‘Patto per la Sicilia’ non sono altro che fondi europei e nazionali destinati alla Regione siciliana, ma non spesi. Risorse che sono già state dimezzate e utilizzate nel Centro Nord Italia. E’ rimasta, della cifra originaria, una parte di fondi teorica che Renzi si è giocato in pompa magna nelle settimane precedenti il referendum dello scorso 4 dicembre.

Insomma, se proprio la dobbiamo dire tutta, questi fondi del ‘Patto per la Sicilia e dei ‘Patti’ per Palermo, Catania e Messina sono più teorici che veri: i soldi chissà dove sono finiti ed è rimasto un impegno di spesa che l’attuale Governo nazionale potrebbe onorare in minima parte, lasciando al Governo nazionale che verrà l’onere di gestire questa vicenda.

Cosa vogliamo dire? Che l’accordo siglato ieri per assumere questi 152 soggetti nella SAS entro il 15 luglio – accordo siglato alla presenza degli esponenti sindacali (CGIL, CISL, UIL, FABI) – è teorico, perché sulla reale copertura finanziaria non c’è chiarezza. Anzi.

Il dubbio è che il Governo regionale che subentrerà all’attuale Governo in uscita di Rosario Crocetta si troverà tra le mani anche questo problema.

L’unica cosa certa è che la Corte dei Conti non dovrebbe più consentire alla politica siciliana di ‘distrarre’ somme dal Fondo sanitario regionale per pagare personale che, con la sanità, non ha nulla a che vedere.

Un’altra notizia riguarda il vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino. Grillino della prima ora, Venturino ha lasciato ad inizio legislatura il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. Era passato tra i socialisti, ma adesso ha annunciato il passaggio nel gruppo misto.

 

 

 



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