20
Apr
2017
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Nuovo regalo ai petrolieri: stop a imposte su piattaforme offshore

A Ragusa, la GDF ha multato Eni ed Edison per 30 milioni di euro per il mancato versamento dell’imposta sugli immobili per il Campo Vega. Ora, una norma inserita nella bozza di manovra del Governo Gentiloni vorrebbe, esentare le compagnie del petrolio dalle imposte…

La notizia è inquietante e la scrive Il Fatto quotidiano, quel quotidiano tanto ‘amato’ dal PD di Renzi che, nonostante tutto, continua a fare il suo mestiere: scrivere quello che i potenti non vorrebbero mai leggere su un giornale.

Questa volta si tratta delle lobby dei petrolieri ai quali il Governo Gentiloni si appresterebbe a fare un altro grande regalo. Questa volta è contenutonelle bozze della manovra correttiva, di cui ancora si attende il testo definitivo. Di che si tratta?: “Nella parte dedicata allo sviluppo- si legge sul quotidiano- c’è un articolo, il 35, che determina uno stop retroattivo per le società proprietarie delle 119 piattaforme censite nel mare italiano dal pagamento Ici, Imu e Tasi. Si impoveriranno, quindi, i bilanci dei comuni costieri e dei loro cittadini che non beneficeranno dei tributi che tre recenti sentenze della Cassazione avevano indicato come dovuti”.

Così come il primo regalo, ovvero il famigerato articolo 38 del decreto Sblocca Italia con il quale il Governo Renzi ha dato il via libera all’arrembaggio dei petrolieri nel Mediterraneo, anche questo secondo dono potrebbe avere ripercussioni dirette in Sicilia.

“La scorsa estate- ricorda Il Fatto Quotidianola Guardia di Finanza ha presentato a Edison ed Eni un verbale da 30 milioni di euro a causa del mancato versamento dell’imposta sugli immobili per il Campo Vega, la più grande piattaforma petrolifera in Italia, davanti alle coste di Pozzallo, in Sicilia”.

In tutta Italia i contenziosi dei Comuni con le compagnie petrolifere per imposte non pagate  ammontano a circa 100 milioni di euro e, come accennato, la Cassazione ha dato ragione ai sindaci stabilendo che le trivelle, ieri come oggi, vanno iscritte al catasto e assoggettate all’imposta.

Sembrava cosa fatta ma ecco che – prima ancora di andare all’incasso – la manovra correttiva 2017 riapre la partita dalla parte dei petrolieri”.

Ma non è tutto. La norma contenuta nella bozza della manovra parla in generale delle “costruzioni nel mare territoriale”. Quindi anche alberghi e ristoranti in stile Dubai, fa notare il Fatto Quotidiano. Un caso?

“La stessa Eni, del resto, dal 2010 lavora all’ipotesi di conversione delle piattaforme arrivate al termine del ciclo produttivo in strutture ricettive (Temporary Islands)”.

Se poi i giornali scrivono che il Governo legifera in favore delle grande lobby, non scalpiti più di tanto il PD: le prove non mancano.

Il petrolio & gli affari: quante squallide persone che attraversano il nostro Paese!

Trivellazioni in mare e in terra, le accuse di Pippo Scianò: la Sicilia venduta ai petrolieri!

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