2
Mar
2017
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Elezioni a Palermo/ La proposta di Ciro Lomonte: piste ciclabili al posto del Tram e basta ZTL

La proposta del candidato sindaco degli Indipendentisti di Siciliani Liberi, Ciro Lomonte, non fa una grinza: poiché la ZTL è stata inventata per pagare i ‘buchi’ finanziari del Tram, basta fermare il Tram, utilizzando le corsie come piste ciclabili. A questo punto i cittadini palermitani (e non soltanto palermitani) potranno essere liberati dall’odioso balzello della ZTL e i commercianti del Centro storico di Palermo, messi in ginocchio dalla ZTL, tornerebbero a lavorare in santa pace 

Piste ciclabili al posto del Tram, almeno fino a quando non si troverà il modo di rendere lo stesso Tram economico. Non è pensabile continuare a circa 10 milioni di Euro all’anno per far girare un Tram utilizzato da una frazione irrilevante di cittadini. Meglio trasformare temporaneamente le corsie del Tram in piste ciclabili.

Questa, in estrema sintesi, la proposta del candidato sindaco di Palermo per gli Indipendentisti di Siciliani Liberi, Ciro Lomonte. Che dichiara di essere anche favorevole all’abolizione della ZTL.

Del resto, la ZTL – il balzello a carico dei cittadini (che, in realtà, non è una Zona a Traffico Limitato in senso stretto, ma una tassa di circolazione automobilistica inventata dall’attuale Amministrazione comunale per fare ‘cassa’) – è stata pensata non per ridurre l’inquinamento, ma proprio per pagare i costi esorbitanti del Tram.

Bloccando il Tram e trasformando gli spazi fino ad oggi percorsi dalle carrozze dello stesso Tram in piste ciclabili, il Comune risparmierebbe 10 milioni all’anno e non avrebbe più bisogno di scippare dalle tasche dei cittadini questi soldi. Un provvedimento che potrebbe rilanciare le attività economiche del Centro storico delle città messe in ginocchio proprio dalla ZTL.

“Sono per l’abolizione della ZTL – dice Lomonte a Italpress – che, così com’è concepita, si sta rivelando un inutile balzello per i cittadini, un disastro per il commercio nel Centro, e non certo un modo per migliorare la qualità dell’aria”.

“Le pedonalizzazioni di aree del centro sono da portare avanti, insieme a forme di trasporto razionali, come le metropolitane o i bus elettrici, come in tutte le grandi città del mondo di oggi, ma si deve partire dal collegare il centro dalla periferia e non chiudere il centro senza collegarlo con la periferia o collegare la periferia con se stessa come fanno i tram attuali”.

“I Tram – prosegue Lomonte – costituiscono soltanto un pozzo senza fondo antieconomico che rischia di travolgere l’AMAT e, con l’AMAT, l’intero Comune, portandolo al dissesto. Se non si trova un modo di renderli economici nel breve termine, bisogna avere il coraggio di dire che, per il bene dei palermitani, devono essere per ora fermati, al limite usando le ‘muraglie’ che sono state edificate a protezione delle loro corsie, anche come provvisorie piste ciclabili, le prime ad essere veramente tali, in attesa di una loro riattivazione quando ci saranno le condizioni economiche”.

Insomma, con le corsie oggi percorse dai Tram temporaneamente riconvertite in spazi per le biciclette – spazi peraltro protetti dalle transenne – Palermo avrebbe a disposizione, per la prima volta, delle vere piste ciclabili e non le farsesche strisce realizzate accanto ai marciapiedi o, addirittura, negli stessi marciapiedi, come avviene in via Libertà!

Lomonte va oltre e conclude:

“In ogni caso, bisogna fermare la follia di realizzarne altre, sventrando via Libertà e Corso Calatafimi, che finirebbero per rendere del tutto impossibile la circolazione a Palermo”.

Chiaro il riferimento alla nuova ‘scorpacciata’ di appalti ferroviari ‘antimafiosi’ che dovrebbero distruggere anche via Libertà e Corso Calatafimi.

 

P.S.

Di fatto, oggi, Palermo – con il centrosinistra che governa Roma, la Regione e il Comune del capoluogo dell’Isola – è finita per diventare ostaggio degli appalti ferroviari e di chi li gestisce sulla pelle dei cittadini. Fino ad oggi tra Passante ferroviario, Tram e Anello ferroviario sono stati spesi un miliardo e 400 milioni di Euro circa. Per avere in cambio infiniti disagi, distruzione delle strade, taglio di mille alberi, Piazza Castelvuovo (Piazza Politeama per i palermitani) ridotta in un deposito e traffico automobilistico impazzito. 

L’unica opera funzionante è il Tram, 15 chilometri di strada ferrata realizzata in città, senza gallerie, costati oltre 320 milioni di Euro: in pratica, il Tram più costoso del mondo. Tram che, giustamente, Lomonte vuole fermare, perché non si possono continuare a spendere 10 milioni di Euro all’anno per mantenere un servizio che serve, sì e no, l’1% della popolazione!

Ben vengano, insomma, le piste ciclabili ipotizzate da Lomonte. Che, peraltro, incentiverebbero l’uso della bicicletta, che è il mezzo di trasporto ecologico per eccellenza.

Ricordiamo che i lavori del Passante ferroviario vanno avanti a rilento. Mentre nessuno sa con quali soldi il Comune di Palermo dovrebbe gestire i 6 chilometri e mezzo dell’Anello ferroviario, come potete leggere qui di seguito:

Palermo, domanda ai candidati a sindaco: con quali soldi verrà gestito l’Anello ferroviario?

Ennesima vergogna ‘appaltizia’ di una città nella quale, spesso, le opere pubbliche non servono ai cittadini, ma a chi le realizza.

 

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4 Responses

  1. francesco

    non può fare il politico nè il sindaco di nessuna città siciliana… ancora ragiona con la testa. sicuramente sarà fermato da benemeriti co…ni detrattori. salviamolo!!!!

  2. Claudio Fogazza

    se Palermo vuole sopravvivere la ZTL si deve estendere coprendo tutta la città all’interno della circonvallazione dove possono circolare solo mezzi a trazione elettrica e bici

  3. Pingback : Ugo Forello sul Tram a Palermo: "No al Tram in via Libertà" | TimeSicilia

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