“Una legge regionale sul diritto allo studio”: gli studenti siciliani si mobilitano

4 febbraio 2017

Si chiama “I DIRITTI NON SI ISOLANO”​ la campagna dell’Unione degli Studenti Sicilia che rivendica un intervento normativo per un settore fondamentale. Le rivendicazioni includono un reddito di formazione, trasporto gratuito, scuole sicure, comodato d’uso gratuito dei libri. I dati sono allarmanti: “Il tasso di dispersione scolastica, con picchi a Palermo e Catania, è al 26,5 %, ben più alto di quello nazionale, al 19 %”

Parte oggi in tutte le città della Sicilia la campagna regionale dell’Unione degli Studenti Sicilia “I DIRITTI NON SI ISOLANO”​ per rivendicare, come si legge su una nota,  “una legge regionale sul diritto allo studio in Sicilia”.
“La mattina – prosegue il comunicato- nelle scuole siciliane ci sono stati volantinaggi, fotopetizioni e attività di sensibilizzazione, invece nel pomeriggio ci saranno azioni fuori da province o luoghi simbolici della città.
Le nostre rivendicazioni sono chiare:
● un vero reddito di formazione
● trasporto gratuito e capillare
● scuole sicure ed accessibili per tutte e tutti
● comodato d’uso gratuito dei libri
● libri, musei, cinema e musica fruibili gratuitamente
● commissioni paritetiche

Gli studenti ricordano poi alcuni dati allarmanti:
“Il tasso di dispersione scolastica, con picchi a Palermo e Catania, è al 26,5 %, ben più alto di quello nazionale, al 19 %. Ma non è il solo record negativo infatti il numero dei laureati è pari al 12,6% contro il 14,5% nazionale, e quello dei diplomati e’ del 30,9%, contro il 32,5 nazionale.

“Riteniamo fondamentale che, specie in una regione come questa, si apra una grande discussione pubblica, aperta e plurale,
che coinvolga soprattutto gli studenti e i lavoratori della scuola e che porti a una stesura condivisa e partecipata di una proposta di LEGGE REGIONALE SUL DIRITTO ALLO STUDIO IN SICILIA. Una proposta che risponda alle esigenze degli studenti e della studentesse, garantendo loro una formazione gratuita, accessibile e di qualità e che conduca a un riconoscimento sociale dei soggetti in formazione e del loro ruolo centrale all’interno della società. Comincerà un lungo percorso, città per città, scuola per scuola, perché I DIRITTI NON SI ISOLANO”.

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