CISL e UGL della Sicilia all’attacco: la graduatoria definitiva dell’Avviso 8 non tutela i disoccupati

CISL e UGL della Sicilia all’attacco: la graduatoria definitiva dell’Avviso 8 non tutela i disoccupati
25 gennaio 2017

Formazione professionale: da quello che si capisce, i vertici della CISL e dell’UGL siciliane non credono che i soggetti selezionati per gestire i corsi con i fondi l’Avviso 8 assumeranno il personale attingendo dall’albo dei disoccupati. Insomma, le rassicurazioni fornite dal dirigente generale del dipartimento della Formazione professionale della Regione, Gianni Silvia, non bastano. Così la CISL chiede un incontro con Crocetta e Marziano. Mentre l’UGL chiede il ricorso alla RESAIS. Le preoccupazioni del parlamentare Giovanni Lo Sciuto sul Trapanese  

Il giorno dopo la pubblicazione della graduatoria dell’Avviso 8 nel mondo della Formazione professionale siciliana non mancano le preoccupazioni per la sorte dei quasi 5 mila lavoratori licenziati in questo settore. A quanto pare, c’è chi non crede che i soggetti chiamati a gestire i corsi di Formazione assumeranno il personale rimasto senza lavoro. Le rassicurazioni del dirigente generale della Regione che gestisce questo dipartimento, Gianni Silvia non bastano. Silvia ha più volte ribadito che enti e società selezionati con l’Avviso 8, per le assunzioni, dovranno attingere dall’albo dei disoccupati, per la revoca dell’accreditamento. Ma almeno i vertici di due organizzazioni sindacali – la CISL e l’UGL della Sicilia – non credono che l’Amministrazione regionale riuscirà a tutelare il personale licenziato.

Cominciamo dalla CISL siciliana. A vergare un comunicato dal quale traspare molta preoccupazione per il futuro di questi lavoratori sono Mimmo Milazzo, segretario CISL Sicilia, Francesca Bellia, segretario CISL Scuola Sicilia, e Giovanni Migliore, segretario e coordinatore Formazione CISL Scuola.

“Questa graduatoria dell’Avviso 8 – scrivono i tre sindacalisti – non prevede garanzie per il personale che fa parte da anni del bacino della Formazione, che ha subito gli effetti devastanti della crisi del settore e attende da troppo tempo certezze per il futuro. Chiediamo dunque un incontro urgente al Presidente della Regione e all’assessore regionale alla Formazione, per far sì che le risorse impegnate garantiscano davvero il personale iscritto all’albo attraverso procedure trasparenti, condivise e urgenti per il trasferimento dei lavoratori da un ente all’altro”.

Insomma, i vertici della CISL siciliana chiedono un incontro urgente al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore alla Formazione professionale, Bruno Marziano.

“Lanciamo un appello affinché il maggior numero di lavoratori rientri in servizio in tempi brevi – scrivono sempre Milazzo, Francesca Bellia e Giovanni Migliore. Non si può perdere, inoltre, ulteriore tempo per avviare il tavolo di crisi nazionale e i servizi di politiche attive per il lavoro. Solo così si potranno dare risposte ai lavoratori”.

A questo punto arriva il passaggio più delicato del comunicato della CISL siciliana:

“Non possiamo consentire che si impegnino 136 milioni di Euro senza la garanzia occupazionale per il personale del settore e consentendo di fatto anche nuove assunzioni da parte degli enti accreditati. Chiediamo contestualmente che assessore e amministrazione regionale vigilino sul rispetto delle norme di accreditamento e del contratto collettivo per evitare abusi in un settore già parecchio massacrato”.

Per quello che noi sappiamo – o meglio, per quello che ha sempre detto e ribadito il dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione, il già citato Gianni Silvia, le assunzioni fuori dall’albo potranno essere giustificate solo per le professionalità che non sono presenti nello stesso albo dove risultano iscritti i lavoratori disoccupati. Chi non si atterrà a questa prescrizione – questo il dirigente generale l’ha detto e ribadito – rischia di vedersi revocato l’accreditamento.

Detto questo, non possiamo non ricordare quanto ci è stato detto nelle scorse settimane: e cioè che all’albo risulterebbero iscritti anche soggetti che, fino ad oggi, non hanno mai prestato servizio nel settore della Formazione professionale della Sicilia. Questo potrebbe essere un modo per aggirare la prescrizione stabilita dai vertici del dipartimento. Ma – per quello che a noi risulta – si dovrebbe trattare di numeri non significativi. Ad ogni modo, questo è un punto che dovrà essere approfondito.

Ca CISL siciliana chiude il proprio comunicato con un auspicio:

“Ci auguriamo si tratti inoltre di corsi che creino vere opportunità di lavoro per i giovani siciliani e che non siano scollegati dalle reali esigenze del mercato del lavoro o fini a sé stessi”.

Non meno preoccupati sono i dirigenti dell’UGL siciliana, Giuseppe Messina, responsabile regionale di questa organizzazione sindacale, e Giuseppe Mascolo, segretario generale dell’UGL scuola.

“Il Governo regionale – scrivono i due sindacalisti – riferisca alle parti sindacali ed ai lavoratori su come intende tutelare il bacino della Formazione professionale mortificato ancora una volta con la pubblicazione della graduatoria definitiva dell’Avviso 8. E’ fondato sospetto che si sia concretizzato il disegno di chi ha ‘preteso’ mani libere per assumere nuovo personale nel settore della Formazione professionale penalizzando gli operatori iscritti all’Albo”.

“Dall’esame della graduatoria – scrivono Messina e Mascolo – emerge la mancata garanzia del rientro al lavoro per il personale del bacino della Formazione, criticità che si aggiunge al mancato avvio del tavolo di crisi nazionale che, sommato alle politiche attive del lavoro ancora al palo, danno il senso della politica fallimentare nel settore che tiene fuori migliaia di lavoratori”.

“Chiediamo al Governo regionale – concludono i due esponenti dell’UGL siciliana – di farsi parte attiva per tracciare un percorso virtuoso, volto al ricollocamento del personale licenziato dagli enti di formazione ed iscritto all’albo degli operatori della formazione professionale presso altri enti formativi, in alternativa in altre strutture pubbliche, oppure spostandolo presso la RESAIS al pari di altri bacini di lavoratori”.

Insomma, anche l’UGL dimostra di non credere alle prescrizioni stabilite dal dipartimento regionale della Formazione a difesa del personale licenziato. E chiede, in caso di mancate assunzioni, che il personale di questo settore rimasto senza lavoro venga spostato “in altre strutture pubbliche” oppure alla RESAIS, la società di ‘parcheggio’ della Regione, nella quale, sin dalla fine degli anni ’80 del secolo passato, trovano posto i lavoratori licenziati.

Anche se non possiamo fare a meno di sottolinea che la Resais è stata creata negli anni in cui erano ancora in piedi gli enti economici regionali ‘classici’: EMS, ESPI e AZASI. I lavoratori che venivano espulsi dalle aziende regionali che facevano capo a questi tre enti venivano dirottati nella RESAIS. Ma allora la Regione siciliana non era semi-fallita. Oggi, invece, la Regione attraversa una crisi finanziaria senza precedenti.

Grande preoccupazione per il futuro della Formazione in provincia di Trapani viene manifestata da Giovanni Lo Sciuto, parlamentare regionale del Nuovo Centrodestra Democratico eletto proprio in questa provincia e vice presidente della quinta commissione legislativa dell’Ars, Cultura e Lavoro (proprio la commissione che si occupa di questioni legate alla Formazione professionale).

“In provincia di Trapani – scrive Lo Sciuto – è quasi scomparsa la Formazione professionale! Dei 176 progetti ammessi a finanziamento – riprende il deputato regionale – pochissimi interessano il Trapanese. Così come altre province, e fra queste Siracusa, la nostra provincia è pesantemente penalizzata da questa graduatoria. Per questo mi appello alla sensibilità dell’assessore Bruno Marziano affinché vengano attivati diversi corsi in queste zone non abbastanza rappresentate a che si possa garantire ai disoccupati il diritto a un futuro professionale e, nello stesso tempo, il personale degli enti rimasti esclusi”.

“Sarò vigile – conclude il vicepresidente della quinta commissione – affinché questi obiettivi vengano raggiunti e si inneschino dei positivi automatismi per il futuro”.

 

 



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