29
Dic
2016
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Elezioni a Palermo/ Angelo Figuccia lancia Francesco Greco candidato sindaco. Mentre il PD…

Mentre nel PD Toni Costumati dice a chiare lettere che il partito non deve affatto scegliere tra Leoluca Orlandio e Fabrizio Ferrandelli, ma deve individuare un proprio candidato a assieme alle forze politiche con le quali governa l’Italia e la Sicilia. Nel Movimento 5 Stelle individuati i cinque che si giocheranno la candidatura a sindaco. Nel centrodestra Angelo Figuccia dà per scontato l’appoggio di tutto il centrodestra alla candidatura a primo cittadino del presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo, Francesco Greco  

di Saul Anficar

Niente sembra scontato a Palermo, in vista delle elezioni comunali previste il prossimo anno. Per ora i candidati dovrebbero essere cinque: l’uscente Leoluca Orlando, Fabrizio Ferrandelli, il vice presidente del Consiglio comunale Nadia Spallitta (appoggiata da alcune liste civiche), Ciro Lomonte per gli Indipendentisti del movimento Siciliani Liberi e un grillino che dovrebbe essere selezionato dal Movimento nei prossimi giorni. Ma i giochi, lo ribadiamo, sono in continuo divenire.

Sembrava, ad esempio, che Forza Italia avrebbe appoggiato Ferrandelli insieme con i cuffariani. Ma un consigliere comunale berlusconiano di lungo corso, Angelo Figuccia, spariglia le carte. Sembrava che il PD cittadino – partito pronto quasi sempre ad andare a rimorchio di altri candidati – fosse pronto ad appoggiare Leoluca Orlando: ma un dirigente di questo partito, Toni Costumati, lascia intendere che il Partito Democratico deve puntare su un proprio candidato. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo con Forza Italia e con il centrodestra. Scrive in un comunicato Angelo Figuccia:

“Francesco Greco sarà il nuovo sindaco di Palermo. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo è il candidato di tutti i partiti del centrodestra e corrisponde in pieno all’identikit del futuro sindaco di Palermo che avevo tracciato qualche giorno fa. Credere nei valori del ‘Family Day’, essere vicino all’idea della politica dei conservatori, puntare su una mobilità che metta al centro il trasporto pubblico con un’attenzione particolare alle periferie, sviluppare politiche per attrarre sempre più turisti in città. Saranno sicuramente questi alcuni dei punti del programma di Greco, che rappresenta in pieno la voglia di cambiamento dei palermitani, stufi del sindaco Orlando, della sua giunta e soprattutto delle sue cervellotiche scelte, che stanno portando l’intera città verso il baratro”.

“Ecco perché le elezioni della prossima primavera – conclude Angelo Figuccia – saranno l’occasione giusta affinché il centrodestra torni alla guida della città. Insieme a Greco costruiremo una squadra di candidati credibili che provengano soprattutto dal mondo delle professioni radicate nel territorio e che vogliano dare un concreto contributo a far tornare grande Palermo”.

I toni di Angelo Figuccia – da non confondere con Vincenzo Figuccia, che è il figlio, parlamentare regionale di Forza Italia – sembrano perentori. Il consigliere comunale dà per scontato che tutto il centrodestra palermitano abbia già ‘chiuso’ sulla candidatura del presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo. Sarà così?

Sarà interessante vedere che cosa faranno la Lega Nord – che si va radicando anche a Palermo – e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che lavorano per fare ripartire una forza politica di destra. Non citiamo a caso queste due forze politiche, perché tanti ex An, nelle scorse settimane, erano presenti al convegno della Lega Nord organizzato da Alessandro Pagano, un parlamentare nazionale che ha lasciato gli alfaniani per aderire al partito di Matteo Salvini.

Intanto il Movimento 5 Stelle di Palermo va avanti. Sono state celebrate le ‘Comunarie’ (una sorta di primarie on line). da quello che abbiamo letto sul quotidiano Blog Sicilia sono cinque i ‘finalisti’ del Movimento 5 Stelle che si contenderanno la candidatura a sindaco: Giulia Argiroffi, Giancarlo Caparrotta, Franca Tiziana Di Pasquale, Salvatore Forello e Igor Gelarda.

Non sono mancate le polemiche e i veleni. Ed è anche inevitabile, visto che nel Movimento 5 Stelle di Palermo è in corso una battaglia politica un po’ ‘cannibalesca’ mediante la quale un gruppo cerca di soppiantare un altro gruppo con metodi della vecchia politica. la stessa vicenda delle firme false alle elezioni comunali del 2012 è sembrato un modo per tirare in ballo non soltanto i protagonisti di questo ‘scivolone’ (peraltro molto comune in tutta l’Italia, dove la falsificazione delle firme che accompagnano la presentazione delle liste per le elezioni comunali sono una regola come dimostrano le condanne – peraltro lievi – registrate in alcuni Comuni del Centro Nord Italia: vicende che coinvolgono il PD, Forza Italia, il Nuovo Centrodestra Democratico e persino i leghisti).

Tornando ai grillini, alla votazione hanno preso parte 524 iscritti residenti a Palermo. Le preferenze espresse sono state 2 mila 233. Ogni iscritto ha avuto la possibilità di esprimere cinque preferenze.

Non si conosce ancora la data della votazione che designerà il candidato sindaco grillino.

Hanno partecipato alla votazione 524 iscritti certificati residenti a Palermo che hanno espresso complessivamente 2.233 preferenze. Ogni iscritto aveva sua disposizione cinque preferenze.

Sempre dal giornale on line Blog Sicilia riportiamo le preferenze registrate dal sistema Rousseau:

Tedesco Santi, 77 voti
Lo monaco Rosalia, 73 voti
Cimò Ivana, 69 voti
Francomano Vincenzo, 67 voti
Listì Maman Alì, 63 voti
Giulivi Mauro, 62 voti
Maniscalco Danilo, 58 voti
Scarpello Luigi, 52 voti
Bellanca Giuseppe, 49 voti
Lo bianco Rosaria, 47 voti
Garofalo Salvatore, 44 voti
Favuzza Erika, 42 voti
Cimò Gianluca, 42 voti
D’Agostino Giovanna, 41 voti
Cunsolo Davide, 36 voti
Pace Renato, 32 voti
Albanese Salvatore, 32 voti
Schembri Lydia Angela, 31 voti
Citarrella Maria, 31 voti
Ferrante Rosario, 29 voti
Nicolosi Ugo, 29 voti
Randazzo Antonino, 28 voti
Munda Alberto, 27 voti
Di pasquale Michele, 27 voti
Palazzolo Giuseppe, 25 voti
Martorana Antonino, 24 voti
Vitale Francesco, 24 voti
Arculeo Corrado, 24 voti
Ruggieri Massimo, 23 voti
Torregrossa Nicola, 23 voti
Scurti Vincenzo, 22 voti
Zummo Sergio, 21 voti
Puleo Gemma, 21 voti
Gallo Salvatore, 20 voti
Agate Maurizio, 18 voti
Di cristina Dario, 17 voti
Pellegrini Edoardo, 16 voti
Picone Calogero detto carlo, 15 voti
Curcurù Giacomo, 15 voti
Oreto Eugenio, 14 voti
Ribaudo Emanuele, 14 voti
Motta Lorenzo, 13 voti
Scalia Ferdinando, 13 voti
Di maio Marco, 13 voti
Tipa Luciano, 12 voti
Indemburgo Meg marlisa, 12 voti
Martino Edoardo, 11 voti
Tipa Sabrina, 11 voti
La licata Fabio, 10 voti
Ruffino Vittorio, 10 voti
Montevago Salvatore, 10 voti
Marchese Francesco, 9 voti
Feo Roberto, 9 voti
Sutera Vincenzo, 8 voti
Caruso Gaspare, 8 voti
Marchesini Sergio, 8 voti
Pandolfo Giovanni, 8 voti
Rinaldi Mario, 7 voti
La barbera Giuseppe, 7 voti
Ventura Daniele, 6 voti
Riccobono Giovanni, 6 voti
Sardisco Claudio, 6 voti
Cardillo Antonio, 5 voti
Ciampollari Giuseppe, 5 voti
Gebbia Manlio, 5 voti
Insabato Giuseppe, 5 voti
La vecchia Francesco, 4 voti
Lo giudice Pietro, 4 voti
Bianchetta Leonardo, 3 voti
Leone Massimiliano, 3 voti
Melazzo Gioacchino, 3 voti
Giacinto Salvatore, 3 voti
Bruno Alberto, 2 voti
Guglielmino Mario, 2 voti

Le cronache registrano un commento del senatore di Sinistra Italiana, Francesco Campanella, ex grillino:

“È già successo altre volte, la vicenda del reato di clandestinità è uno dei tanti esempi che si potrebbero fare. Una mattina, sul blog di Beppe Grillo, viene lanciata una votazione online. Sette ore a disposizione, quelle lavorative, senza alcun tipo di preavviso. Un “rischiatutto” fin troppo facile, che si gioca questa volta sulla pelle dei palermitani. Non è così che va gestita la democrazia diretta. La vita e il futuro di questa città non è un videogioco, né una battuta da condividere sui social media con strategie da organizzazione di rete aziendale. A voler pensare male, si potrebbe immaginare che trascinando questa vicenda delle comunarie ancora per qualche giorno, la lista delle rinunce sarebbe stata più numerosa di quella dei candidati”.

E nel PD? Riprendiamo un post su facebook di Toni Costumati, dirigente di questo partito a Palermo.

Costumati definisce positivo l’azzeramento della segreteria provinciale disposta dal segretario, Carmelo Miceli, che, a suo parere, dovrebbe “favorire la condivisione responsabile di tutto il partito nella futura gestione che accompagnerà le scelte per le prossime scadenze a partire dal rinnovo dell’amministrazione comunale di Palermo”.

“Considerandomi da ieri non più componente della Segreteria provinciale – aggiunge Costumati – posso con più libertà esprimere un mio personale pensiero (senza che questo venga interpretato come voce ufficiale riconducibile al segretario o ad altri) sulle amministrative di Palermo la cui sintesi è che il PD e il centrosinistra in genere debbano finalmente affrancarsi da questo ormai annoso, datato e spesso anche autolesionista dibattito sul sì o no ad Orlando. È dal 1990 che si discute di ciò ed i risultati per il centrosinistra evidenziano che non si è mai usciti bene, in termini elettorali, da questo dilemma sfociato molte volte in pesanti divisioni e che hanno relegato a ruolo marginale i partiti che hanno consentito ed alimentato al loro interno tale mortale dibattito”.

“Questo dilemma – prosegue Costumati – rischia drammaticamente di trasformarsi, oggi, in un trilemma, ovvero nel più suicida tra i dibattiti quale quello che alcuni vorrebbero avviare nel discutere lo scegliere tra il sindaco uscente e Ferrandelli. Tra queste due opzioni il PD ha il dovere di virare decisamente verso la scelta di recuperare uno spazio di orgoglio e dignità, riprendendo la centralità dell’azione politica nel rapporto innanzitutto con i possibili alleati (a partire da quelli con cui si governa Paese e Regione) con i quali dare vita ad una coalizione e con il candidato sindaco che si individuerà. La pausa fino al 5 di gennaio servirà proprio a dare un senso compiuto e concreto a questa necessaria e non più rinviabile azione di recupero di orgoglio e dignità di un partito non subalterno o condizionato da decisioni esterne ad esso”.

 

 

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