30
Nov
2016
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Vucciria all’Ars, Ardizzone: “Il problema sono i debiti fuori bilancio”

In una atmosfera da cupio dissolvi, continua la bagarre a Sala d’Ercole sulla manovra di assestamento di bilancio. Nervi a fior di pelle e scambi di ‘complimenti’. Il presidente di Sala d’Ercole invita il Governo ad affrontare il problema dei papocchi dei debiti fuori bilancio

Giornata travagliatissima all’Ars dove ancora si discute la manovra tecnica di assestamento di Bilancio 2016, che era diventata una vera e propria legge omnibus (qui il nostro blog ha pubblicato le variegate norme contenute nel provvedimento).

Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato qua, il presidente dell’Assemblea Regionale a sorpresa, lasciando tutti di stucco, si è ricordato che c’è un regolamento, e ha stralciato una sfilza di prebende estranee alla materia. Da qui il putiferio che si protrae da giorni e che si è ripetuto oggi in Aula dove sono pure volate parole grosse.

La bagarre non ha risparmiato la stessa maggioranza con divisioni prettamente territoriali: il PD catanese (chiamarlo PD si deve, anche se sembra una battuta visto che si tratta di cambia casacche salite sul carro di Renzi come la democristiana Valeria Sudano e l’indefinito Luca Sammartino) che minacciano di non votare la manovra se non saranno reinseriti i fondi per l’azienda di trasporti etnea. Altre campane hanno suonato in difesa di altri territori.

A Sala d’Ercole, questo pomeriggio, con la seduta interrotta più volte, lo schema tutti contro tutti si è ripetuto, L’atmosfera, quasi surreale, è quella del  cupio dissolvi: l’autodistruzione in diretta da Sala d’Ercole. 

Il governo, dopo essere andato sotto ieri sulla norma relativa all’Iva sul contratto tra Regione e Trenitalia, oggi è stato battuto un’altro volta sulla norma che dava alla Regione il via libera per anticipare cinque milioni di euro ai Comuni per le infrazioni comunitarie in materia di discariche abusive.

Verso le 1830 Ardizzone ha sospeso la seduta e ha convocato una conferenza di capigruppo non prima di avere ricordato al Governo che “il problema di fondo restano i debiti fuori bilancio. E’ inutile andare avanti, perché finché non si chiarisce questo capitolo si rischia di non avere comunque il numero legale necessario ad approvare la manovra. Non posso essere io a risolvere il caso, dovete intervenire voi”. 

Restano dunque sullo sfondo tutti i dubbi dei deputati su questa capitolo alquanto bizzarro dove sono finite spese allegre di cui si conosce poco. Si tratta dei debiti papocchio del Cluster Mediterraneo messo su in fretta e furia dal Governo regionale in occasione dell’Expo di Milano. I parlamentari, ve lo avevamo detto qui, non se la sentono di attirare l’attenzione della Corte dei Conti, anche perché non sono i soli debiti ‘strani’ venuti fuori.

Ieri sera,  comunque, è stato approvato il finanziamento di 5 milioni per l’assistenza ai disabili garantita dalle ex Province e al finanziamento da 24 milioni di euro per le Città metropolitane e i Liberi consorzi. Approvato anche il mutuo da 65 milioni di euro per gli investimenti nei Comuni. Via libera anche all’articolo 11 che assegna 16,1 milioni di euro per la formazione professionale dei ragazzi in età scolare.Proprio su questa norma, oggi un ‘simpatico’ teatrino tra Marco Falcone (FI) e Vincenzo Vinciullo (NCD) contrario allo stanziamento: “Vi siete vendurti alla maggioranza, cialtroni” ha detto l’esponente del partito di Alfano ai deputati azzurri suscitando il caos in Aula. Gli ha risposto il ‘frizzante’ Giuseppe Milazzo: “Vinciullo dimostri di avere gli attributi politici”.

La seduta è ripresa da poco. Il nervosismo è sempre lì. E’ il Parlamento Siciliano o la Vucciria?

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Regione siciliana, spuntano altri 100 milioni di Euro di debiti fuori Bilancio

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1 Response

  1. Michele Albano

    Caro Direttore, da quel che leggo, mi convinco sempre di più e con me si convince anche chi legge, che questa legislatura che stiamo subendo, è la peggiore che sia mai esistita dalla fine della guerra mondiale.
    Io ritengo che il movimento Indipendentista e la grande vocazione del popolo siculo alla indipendenza debba essere agevolata e coltivata. Uno degli element base sarebbe la formulazione di una bozza di statuto dello Stato Sicilia in cui vengano espressamente vietati ed interdetti i fatti che continuano a far rimanere nello stagno putrido le economie della nostra terra. Tutti questi comportamenti degli “onorevoli” che occupano gli scranni dell’Assemblea Regionale debbono essere previsti e vietati perchè non avvengano mai più. Penso che debba essere previsto anche un minimo di firme per propore una petizione statale ( dello Stato Sicilia) per defenestrare l’eventuale Presidente o gli eventuali deputati e ministri ( dello Stato Sicilia) che si comportassero come fanno i loro colleghi dell’attuale governo regionale in combutta con queli che occupano gli scranni del parlamento e del Senato, in attesa di percepire anche la “misera” pensione o un “misero sudato” vitalizio.
    Penso che bisognerebbe creare delle norme ferree affinchè gli Amministratori dello Stato Sicilia, a partire da quelli dei vari Comuni a finire al Presidente dello Stato Sicilia, non possano avere la possibilità, col suo comportamento, di portare allo sfascio lo Stato Sicilia, ma debba essere immediatamente rimosso anche se si “vende” o se cambia “bandiera”, rispetto alla formazione politica con la quale è stato eletto. Bisogna prevedere norme che consentano di sfruttare le nostre risorse territoriali, a cominciare dai monumenti a finire alle risorse agricole con la creazione di canali prefrenziali per i prodotti realizzati nella nostra terra e dalla nostra terra, soprattutto se realizzati con coltivazioni e preparazioni biologiche e con fertilizzanti organici, mettendo al bando tutti i pesticidi o ferilizzanti chimici che distruggono la nostra terra e le nostre vite. I prodotti della nostra terra dovrebbero essere “ricercati” per la loro bontà e qualità. Ciò a maggior ragione se la nostra Sicilia posse essere dichiarata una “zona franca” mondiale dove tutto il mondo verrebbe ad investire capitali, promuovendo anche sia la ricerca, che la sperimentazione di prodotti naturali ed energie alternative, nonché per la cura, la custodia e la rinnovazione dei nostri territori per renderli sempre più appetibili e non più inquinabili.
    La Germania spende ed investe sulla produzione di energia dal sole, ma, decisamente, non ne ha la quantità di quella che gode la nostraSicilia e ciò dovrebbe farci riflettere. Forse che i Germani sono più lungimiranti ddei Siculi? Noi, col nostro sole, potremmo vendere energia “pulita” a chiunque sia in Africa che nel resto dell’Italia. Grazie per l’attenzione.

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