Ignazio Corrao (M5S): “Alla fine qualcuno ruberà i grani antichi della Sicilia”

14 novembre 2016

Il parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao, si sta battendo per la valorizzazione delle varietà di grani duri della Sicilia. L’occasione per denunciare l’immobilismo della Regione siciliana se è vero che, da anni, la Commissione sui grani antichi è bloccata. “Le richieste degli agricoltori sono bloccate in assessorato e se perdiamo ancora tempo c’è addirittura il rischio che altre Regioni o Nazioni attingano al nostro straordinario patrimonio genetico facendo loro alcune nostre varietà importanti”. La polemica sul grano duro canadese pieno di micotossine 

Chi ha sposato la causa del rilancio del grano duro in Sicilia – da difendere dal grano duro canadese pieno di glifosato e micotossine che arriva con le navi – è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao. Il deputato siciliano del Parlamento europeo dimostra di conoscere molto bene l’argomento. E attacca frontalmente il Governo nazionale di Matteo Renzi, accusandolo di non tutelare l’agricoltura siciliana.

“Piuttosto che venire in Sicilia a fare spot elettorali con i soldi pubblici – scrive Corrao – perché il primo ministro Matteo Renzi non racconta ai siciliani come il suo Governo consenta che il grano tossico in arrivo dal Canada venga regolarmente mischiato con il grano siciliano per abbassarne i livelli di micotossine? La realtà raccontata nei teatri al chiuso da Renzi, Castiglione, Martina e Cracolici è ben diversa da quella dei campi. È bene che si sappia”.

L’europarlamentare siciliano ha presentato un’interrogazione in cui chiede notizie sui grani antichi della Sicilia. Anche questo è un argomento che il nostro blog ha trattato, come potete leggere qui di seguito:

La crisi del grano duro in Sicilia: le mani delle multinazionali sui grani antichi dell’Isola?

L’Europa – precisa sempre Corrao – ha risposto che valorizzare i grani antichi è compito della Regione. Peccato che nel frattempo l’assessore Cracolici (Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura ndr) dorma sonni tranquilli e si svegli solo per fare congressi spot e vantarsi del PSR che peraltro non è suo, ma sono risorse che arrivano da Bruxelles. Quello che dovrebbe fare la Regione è dare una svolta al comparto cerealicolo in ginocchio e valorizzare i grani antichi. Ma questo non succede”.

In tutti questi anni – prosegue l’europarlamentare grillino – l’Europa ha permesso di fare entrare grano-immondizia senza alcun controllo, distruggendo l’economia cerealicola siciliana. Non possiamo illuderci di competere con le grandi multinazionali canadesi in una guerra impari, mitra contro freccette, proprietarie di grandi appezzamenti da migliaia di ettari contro i nostri piccoli appezzamenti, di massimo 100 ettari. E’ chiaro che la competizione è a perdere. I grani canadesi possono entrare nel territorio siciliano senza problemi. Forti anche di regole a loro favore. Per esempio, in Canada il tetto massimo per le micotossine (1000 ppb) pericolose per la salute è più basso rispetto all’Europa (1750 ppb). La conseguenza – aggiunge l’europarlamentare – è che se c’è un carico di frumento canadese con un valore di micotossine di 1500 ppb, perché magari ha nevicato o piovuto, i canadesi decidono di salvaguardare sé stessi e quel frumento non lo possono dare neppure agli animali. Così lo caricano in mare diretto verso l’Italia: alla fine ce lo prendiamo noi perché abbiamo un tetto più alto”.

“Succede anche che se il Canada – dice sempre Corrao – dovesse mettere in vendita frumento con una soglia maggiore anche rispetto all’Italia, per esempio 2000 ppb, l’Italia lo acquista lo stesso. La soluzione adottata nel nostro Paese è semplice, il prodotto entra in Italia, viene portato nei centri di stoccaggio, viene mescolato con frumento siciliano per dimezzare il valore delle micotossine ed il gioco è fatto. Valori entro il tetto massimo. Questo scandalo deve finire. Ecco perché dobbiamo puntare sui grani antichi, che sono la nostra eccellenza, che tutto il mondo ci invidia per le straordinarie proprietà nutritive”.

“Oggi in Sicilia – afferma il parlamentare europeo – sono stati seminati a grano duro circa 290.000 ettari, ma di questi solo qualche migliaio sono coltivati a ‘grani antichi’. Hogan (Phil Hogan, commissario europeonella sua risposta afferma che per poter essere commercializzate, le varietà devono essere registrate come varietà da conservazione. In Sicilia solo 3 varietà su 52 sono registrate. Si tratta del grano tenero Maiorca, e i grani duri Timilia e Stracciavisazzi. Questo significa che solo il grano e la pasta di queste 3 varietà possono essere commercializzate”.

Nel frattempo – sottolinea Corrao – la Regione latita. In teoria esiste una commissione regionale tecnico scientifica che dovrebbe occuparsi della registrazione delle varietà vegetali da conservazione, e dunque occuparsi anche dei grani antichi. Ma da anni la Commissione sui grani antichi è ferma. Le richieste degli agricoltori sono bloccate in assessorato e se perdiamo ancora tempo c’è addirittura il rischio che altre Regioni o Nazioni attingano al nostro straordinario patrimonio genetico facendo loro alcune nostre varietà importanti”.

“La Regione – conclude l’europarlamentare siciliano del Movimento 5 Stelle – è capace solo di provvedimenti vetrina, come la legge sul Born in Siciliy, ma nella realtà se ne infischia, latita e abbandona l’unica risorsa che potrebbe fare uscire la Sicilia cerealicola dalla crisi. Per questo chiediamo a gran voce che la Commissione Europea si riattivi nel riconoscimento e certificazione dei grani locali e che avvii tutte le procedure affinché i grani locali possano essere registrati nel registro nazionale delle varietà e valorizzati. Il suo ruolo è cruciale. Inoltre appoggiamo il lavoro instancabile dell’associazione Simenza”.

Per la cronaca, Simenza è un’associazione culturale che racchiude 120 soci tra agricoltori, scienziati, giornalisti, chef, panifici, pastifici, mulini, che sta guidando il movimento di riscoperta dei grani antichi siciliani e si propone come collettore della rete di custodi dei grani antichi, a fronte della straordinaria varietà di grani antichi, ben 52 popolazioni differenti di frumento e 250 varianti.

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