I precari della sanità siciliana hanno scoperto che la sanità affonda: non ce n’eravamo accorti…

2 novembre 2016

Come capita spesso in Sicilia, ci sono cittadini che si accorgono degli scippi finanziari del Governo nazionale solo quando viene intaccato il proprio ‘particulare’. E’ il caso dei precari della sanità che chiedono cose giuste nel modo sbagliato. Dove sono stati, dal 2014 ad oggi, cioè da quando il Governo Renzi, con la complicità del Governo Crocetta e del PD, ha scippato un sacco di soldi alla Regione? E che significa chiedere il commissariamento? Affidare a chi si è già preso le nostre risorse finanziare – il Governo Renzi – la sanità della nostra Isola?

La partenza è giusta, l’arrivo un po’ meno. Criticare la gestione della Regione siciliana va bene, anche perché l’attuale Governo è un disastro. Chiedere il “commissariamento della sanità siciliana” ci sembra un po’ fuori luogo e fuori dalla politica. Che significa, infatti, “commissariamento della sanità siciliana”? Che affidiamo la gestione della sanità a Roma? Forse il Governo Renzi è migliore del Governo regionale di Rosario Crocetta? Forse i precari della sanità siciliana, protagonisti di uno scoppiettante comunicato e di un’altrettanto scoppiettante manifestazione di protesta andata in scena oggi, dovrebbero informarsi un po’ meglio per capire come stanno le cose.

Se non abbiamo capito male, sono medici: e appunto per questo dovrebbero conoscere bene il settore nel quale lavorano, cominciando dai rapporti tra Stato e Regione in materia sanitaria.

Vediamo adesso cosa dicono i precari della sanità.

parliamo del Comitato regionale “generazione precari della sanità siciliana”, che celebra il “Il de profundis della sanità siciliana”. Si tratta, come si legge in una nota, della prima di una serie di iniziative (cui danno il loro supporto esterno anche l’Associazione Italiana Medici – Sicilia ed il Segretariato Italiano Giovani Medici – Sicilia), che saranno messe in campo nei prossimi giorni per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sfascio di un settore fondamentale per noi tutti.

In una lettera, indirizzata “ai Cittadini siciliani, alla Stampa, al Governo e al Parlamento nazionale”, le motivazioni del malcontento: .

“PREMESSO

– che la Regione Siciliana è una delle ultimissime inadempienti rispetto alla normativa vigente in tema di rimodulazione delle reti assistenziali (rete ospedaliera, territoriale e delle emergenze-urgenze)
– che la sanità siciliana versa in uno stato di paralisi a causa della mancata rimodulazione delle reti assistenziali e delle conseguenti carenze di organico del personale medico e sanitario
– che, ad oggi, tuttavia, l’assistenza dei cittadini e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza sono garantiti dalle centinaia di precari medici e sanitari che, nonostante il superamento di numerose procedure concorsuali, continuano a prestare la loro opera in attesa di una stabilizzazione o assunzione
– che il 31/12/2016 scadranno le graduatorie dei concorsi a tempo indeterminato, vanificando le legittime aspettative di stabilizzazione di centinaia di operatori sanitari vincitori di pubblico concorso
– che in mancanza della rimodulazione della rete assistenziale non solo sarà impossibile indire procedure concorsuali riservate (ai sensi del DPCM Salva Precari Sanità) o aperte per quanti aspirino ad essere assunti a tempo indeterminato nel SSR (Servizio Sanitario Regionale), ma parimenti non sarà possibile utilizzare eventuali finanziamenti destinati ai concorsi stanziati nella Legge di Stabilità 2017, in approvazione in Parlamento, né sarà possibile recuperare risorse a livello regionale da destinare ai concorsi per il ricambio generazionale all’interno del SSR

CONSIDERATO
che l’attuale governance regionale della sanità non solo ha mancato nell’assolvimento dei propri doveri istituzionali in tema di risorse umane in sanità, ma più in generale ha assunto iniziative non condivisibili quali, a titolo esemplificativo, l’impegno a finanziare con ben 600 mila Euro un programma di ricerca sulla retinite pigmentosa (malattia rara a bassa prevalenza) nell’ambito dei programmi diversamente destinati alla ricerca su patologie di elevato impatto (come ad esempio le malattie croniche e cronico-degenerative), ovvero abbia dimostrato scarsa attenzione, parimenti, sulla formazione dei futuri specialisti, non avendo ancora riattivato l’Osservatorio Regionale della Formazione Medica Specialistica (organo deputato al monitoraggio della qualità della formazione nelle scuole di specializzazione) a ben 6 mesi dall’avvenuto rinnovo delle componenti elettive.

Il Comitato regionale “generazione precari della sanità siciliana” network – che conta più di 800 adesioni tra precari, medici e non medici – si pone quale interlocutore principale in rappresentanza di intere generazioni di precari della sanità siciliana ed ha invitato tutti gli operatori sanitari precari e tutti i giovani medici e professionisti sanitari siciliani ad aderire al Social Mob “Il de profundis della sanità siciliana”, che si è tenuto oggi, 2 novembre 2016 (“giorno dei morti”), per celebrare “la imminente estinzione della sanità siciliana”.

Chiedono il già citato “commissariamento della sanità siciliana”, la rimodulazione della rete assistenziale siciliana, la stabilizzazione dei precari e lo sblocco dei concorsi nella sanità siciliana.

Ci chiediamo: questi precari della sanità siciliana, fino ad oggi, dove hanno vissuto? Lamentano – alla fine – la carenza di risorse finanziarie (perché per stabilizzare i precari e per bandire nuovi concorsi ci vogliono i soldi: o no?).

Ma lo sanno che il Governo Renzi ha scippato alla Regione siciliana una barca di soldi? Certo, l’ha fatto con la connivenza del Governo regionale. Invece dando la sanità siciliana nelle mani di Roma Renzi dà alla Sicilia i soldi per stabilizzare loro e per i nuovi concorsi?

Lo sanno, i precari della sanità, che dal 2009 il Governo nazionale si tiene 600 milioni di Euro all’anno che sono della sanità siciliana?

Lo sanno, i precari della sanità, che l’attuale Governo regionale, contro il parere della Corte dei Conti, paga con i soldi della sanità siciliana oltre 2 mila dipendenti di una società regionale, la SAS?

Anche sulla rete ospedaliera, i precari cadono dalle nuvole: lo sanno che il Governo nazionale vuole ulteriormente ridurre posti letto e servizi alla sanità siciliana? Lo sanno che il Governo Renzi – quello che dovrebbe ‘commissariare’ la sanità siciliana – vuole chiudere l’ospedale di Cefalù e altri presidi sanitari della nostra Isola? Lo sanno che queste nuove penalizzazioni sono state rinviate a dopo il 4 dicembre, perché Renzi s’illude di raccogliere sì alla sua pessima riforma costituzionale?

Cosa vogliamo dire? Che non si può essere distratti per 364 giorni all’anno per poi chiedere, il 2 novembre, un commissariamento.

La verità è che degli scippi operati dal Governo Renzi tanti siciliani si accorgono solo quando viene intaccato il proprio particulare, per dirla con Guicciardini…

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