Gli ex sportellisti presi in giro dalla politica: da tutta la politica presente oggi all’Ars

Gli ex sportellisti presi in giro dalla politica: da tutta la politica presente oggi all’Ars
10 luglio 2016

Sbagliato prendersela solo con il Governo regionale di Rosario Crocetta. La verità è che il passato Governo di Raffaele Lombardo ha licenziato questo personale, mentre l’attuale Governo, con il concorso del Parlamento siciliano oggi in carica, non solo ha confermato questi licenziamenti, ma continua a prendere in giro migliaia di persone

I lettori ce ne devono dare atto: questo blog è stato il primo ad scrivere che la norma approvata qualche mese fa dall’Ars per i dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali (che erano mille e 800 e ora sono diventati mille e 500) era una presa per i fondelli. Noi questo l’abbiamo scritto quando il disegno di legge era ancora all’esame della commissione Bilancio e Finanze.

Oggi anche Adriana Vitale – una delle tante lavoratrici licenziate dal Governo regionale di Raffaele Lombardo – ha preso atto della presa in giro. Scrive l’ex sportellista:

“Storia di un’intera categoria ammazzata dopo una lunga e dolorosa agonia per mano di chi ha suonato da tempo la campana a morto, affidando l’esecuzione man mano a soggetti diversi e più si era capaci di resistere allo sterminio, più la la mano del coltello penetrava profonda nelle carni, affidando il compito, ora all’ uno ora all’altro, con la complicità, fatti salvi alcuni, di chi siede nelle agiate e comode poltrone, dentro gabbie dorate, che mai e poi mai potranno comprendere cosa vuol dire perdere la libertà, sì, la libertà, quella che deriva dal lavoro, dall’essere padroni della propria vita, quello stato che consente di non chiedere, di non umiliarsi, di non mendicare”.

“Eppure, un pugno di lestofanti – prosegue Adriana Vitale – dietro precisa mano, dietro precisa scelta politica, ha deciso che la vita di centinaia di migliaia di famiglie sarebbe dovuta diventare un inferno. Hanno agito con astuzia, in maniera quasi indolore, con maestria, la tipica maestria dei mestieranti, di chi dietro la nobile parvenza del bene comune, inciucia e trama per fare il proprio unico miserabile interesse. Dopo essere riusciti a squarciare il velo dell’indifferenza, dopo essere riusciti ad attirare l’attenzione di tutti i deputati (del Parlamento siciliano ndr) su un problema sociale serio, siamo stati ascoltati. Ci hanno lasciato intendere di aver preso a cuore il nostro problema, hanno manifestato la precisa volontà di fare loro la proposta dei lavoratori considerandola la buona, fattibile, risolutiva, ci hanno solo illusi di stare dalla nostra parte, fino a quando, senza pudore, i soliti noti, si sono insinuati, nella battaglia estrema portata avanti dai lavoratori, tirandoli per la giacchetta”.

“Avevano il problema di far cambiare direzione a chi, con foga e passione, portava avanti le giuste rivendicazioni dei lavoratori – scrive ancora l’ex sportellista -. Ecco insinuarsi l’uomo del monte, l’uomo giusto al momento giusto, che è riuscito, con un colpo di magia, a mettere tutti d’accordo. Hanno demolito la nostra proposta che indicava con chiarezza il datore di lavoro, la tipologia di contratto, la durata e soprattutto la fonte di finanziamento per sostituirla con una norma che non indica con certezza il datore di lavoro, la tipologia del contratto, la durata e soprattutto la fonte di finanziamento”.

Certo, Adriana Vitale, a questo punto, avrebbe potuto dirci chi è l’uomo del monte: anche per inquadrarlo e informare i nostri lettori. Invece la battagliera ex sportellista ci racconta che la proposta dei lavoratori è stata affossata e sostituita da una formula truffaldina:

“La norma del governo che ha affossato quella dei lavoratori – scrive ancora Adriana Vitale – è una specie di mediazione che non avrà nessuna conseguenza applicativa tale da risolvere alla radice una vertenza che dura, ormai, da tre lunghi anni. Come ampiamente previsto, la norma si scontra con la realtà e si paventa il solo utilizzo dei lavoratori presso le future Apl. L’elenco da cui attingere prioritariamente, non si capisce bene con quale criterio, sarà lo strumento con il quale i datoriali completeranno l’opera di macelleria sociale, lavoratori che saranno sottoposti al ricatto e costretti a vendere la propria libertà per un tozzo di pane”.

Purtroppo quello che scrive è vero: e nessuno meglio di noi lo sa, visto che l’abbiamo scritto in anticipo:

“Abbiamo spiegato con foga, in lungo e in largo – scrive sempre l’ex sportellista – che la norma approvata non sarebbe stata risolutiva, abbiamo scritto in tutte le lingue che sarebbero rimaste solo le Apl. Adesso i nodi vengono al pettine per noi, ma quello che contava per loro era raggiungere l’obiettivo di salvaguardare i poteri forti, ingordi individui di cui si nutre la politica, capaci, finanche, di cavalcare l’immane battaglia portata avanti dai lavoratori con sacrifici estremi. Ingannati e utilizzati!”.

“La norma approvata e pubblicata non ci appartiene – scrive sempre la lavoratrice che si batte da tre anni per riavere il lavoro che gli hanno tolto – non è quello per cui abbiamo lottato ed è esattamente la proposta del governo formulata mesi fa contro cui ci siamo fermamente opposti. Una vergogna senza fine di chi ha cavalcato la disperazione dei lavoratori che hanno lottato con dignità al limite del sopportabile. Il rivoluzionario presidente della Regione, paladino della giustizia, è stato adeguatamente e abbondantemente ragguagliato di ciò che avveniva e avviene. Ovviamente fa orecchie da mercante, figuriamoci se rischierebbe di perdere la sua poltrona per il popolo, ha semplicemente tradito chi, con il proprio voto, ha risposto in lui la fiducia e ha creduto in quelle che poi sono risultate solo chiacchiere e distintivo”.

“Intanto i giorni passano inesorabili e tutto tace – leggiamo sempre nella nota -. Tace il governo, tacciono i deputati (dell’Ars ndr) che si sono presi l’impegno con interventi accorati e rassicuranti sulla bontà della norma approvata che ci avrebbe ricollocati nell’ente in house. Cosa aspettano? Come mai, a parte qualcuno che ha pubblicamente denunciato, non prendono posizione coloro i quali hanno sostenuto e portato avanti questa soluzione? Come mai non arrivano segnali di sdegno o prese di posizione? Qualcuno teme, per caso, di compromettere futuri assetti? Giochi di compromesso sempre al ribasso e giusto giusto sempre contro il popolo”.

“Ormai è certo, se ce ne fossero dubbi – conclude Adriana Vitale -: sconoscono la parola vergogna, l’unica consolazione è quella che il popolo li punirà con la matita. Andatevi a cercare i voti nelle lobby, il popolo vi castigherà”.

P.S.

Attenzione a come utilizzare la matita dentro il seggio elettorale. La vecchia politica che ha preso in giro gli ex sportellisti non va cercata solo nel centrosinistra e, in particolare, nel PD. E’ tutta la politica siciliana che oggi va in scena all’Ars che partecipa a questo gioco al massacro.

Non ci risultano prese di posizione serie – tra i partiti e i movimenti politici che sono oggi presenti all’Assemblea regionale siciliana – contro gli scippi finanziari operati dal Governo Renzi. Né ci risulta una presa di posizione seria, di rottura, contro l’ultimo ‘Patto scellerato’ firmato dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, con Renzi.

Eppure sono i soldi che Renzi ha preso alla Regione siciliana che hanno creato e continueranno a creare disoccupazione e disperazione sociale nella nostra Isola.     



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