21
Ott
2015
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Quel caos chiamato Crocetta

Annunci, alleanze illogiche, luoghi comuni e confusione. In questi anni il Presidente della Regione siciliana non ha mantenuto nessuno degli impegni presi con gli elettori. Ricordate, tra le altre cose, le dichiarazioni di guerra alla mafia? Diceva che l’avrebbe messa alla porta. Porta Carini o Porta Nuova?


E’ proprio vero! Chi parla si confessa!

L’ineffabile Crocetta, mentre infuria la tempesta sul suo (di lui) dopo, chiama a raccolta i partiti, dando un segnale forte di chiarezza: chi ci sta è il benvenuto, ditemi che cosa dobbiamo fare. Le parole precise sono “Ogni partito mi deve dire su quale programma lavoreremo”.
Come decideranno i partiti? Col sorteggio? Un’ordalia? Una corsa coi sacchi? A chi la fa più lontano?

Oh, isola infelice! Noi, è vero, nella vita abbiamo molto peccato, abbiamo fatto tanti errori e forse meritiamo questo orrore, ma i nostri figli, i ragazzi, perché? Si pecca dunque pure da bambini?
Ma così è finito (o così è sempre stato) il presidente eletto dal popolo, quello che se non attuava il suo programma se ne andava a casa? Così si detta la linea politica? Elemosinando e raccattando consensi politici in cambio di uno sbraco totale? E per andare dove? Alla fine della legislatura come che sia?

Lunga vita ai seicentomila che lo hanno votato, e una vita fatta di pentimento e di rammarico per quelli che si sono illusi e hanno sperato. E’ proprio vero che il Signore acceca quelli che vuole che si perdano!
Ma non era così chiaro fin dall’inizio come sarebbe finita? A cominciare dalle alleanze e dai contenuti?
Come può esservi sfuggito un dato politico troncante? Ovvero l’innaturale alleanza tra un segmento del PD e l’UDC? Oppure vi eravate convinti che la distanza storica, etica, progettuale, conflittuale tra queste due forze politiche un tempo antagoniste era stata annullata? Non sapevate che un programma di governo è figlio di un accordo politico tra i partiti che lo reggeranno e che se così non fosse sarebbero solo vaneggiamenti? Vi sembrava normale un accordo con i figli peggiori della DC?
Beati coloro che conservano il senno quando tutti gli altri lo perdono!
Quando era necessario e non era ancora tardi ,perché non avete analizzato alcune affermazioni (ed alcune omissioni) significative del programma di Crocetta? E se si, come mai non avete capito che quella distanza politica non era stata annullata e che quell’alleanza, più che un mini compromesso storico alla siciliana, fu un matrimonio di convenienza, di quelli fatti per ottenere la cittadinanza? Ora che le conseguenze sono sotto i vostri occhi, almeno le vedete?

Vi ricordate? L’esordio fu folgorante. Crocetta affermò che sarebbe stato il Presidente di tutti i siciliani onesti. Qualcuno si chiese che cosa volesse dire: Che avrebbe chiesto il voto solo dei siciliani onesti e avrebbe rifiutato i voti dei disonesti? Oppure che appena eletto (da tutti, onesti o disonesti) avrebbe governato solo con gli onesti? E chi erano gli onesti a cui si rivolgeva? E i disonesti, quanti erano? Se erano la maggioranza, Crocetta avrebbe potuto ritirarsi subito, se invece, e come è ovvio, la stragrande maggioranza dei siciliani è fatta di persone oneste, Crocetta avrebbe dovuto convincerli con ben altri argomenti.
E invece sono bastate le sue dichiarazioni illogiche e irrazionali. Eravamo e siamo così folli e disperati da affidarci a un micidiale incrocio tra Tersite, Clodio, Saturnino, Colouche e Giufà?

Crocetta ci parlò di eliminazione della mafia. Attenzione, non contrasto duro e implacabile, senza quartiere, ma addirittura eliminazione. E’ maggiore la dose di imbecillità o quella di malafede in questa affermazione? Ci fece sognare però … Ecco, pensammo tutti, sta per dirci come farà! Poi però aggiustò il tiro. Con lui la mafia sarebbe restata fuori dalla porta. Non precisò se si trattava di Porta Carini o Porta Nuova. Né ci disse, né ci dice ora, come avrebbe fatto.
Veniamo alle omissioni di cui il suo programma era farcito.
La più grave: i costi della politica. Crocetta non disse mai, né lo dice adesso se le indennità dei politici a qualunque livello sarebbero state ridotte e di quanto. I suoi elettori felici ne presero atto.
Seconda omissione: il precariato. Silenzio di tomba. Che avrà voluto dire quel silenzio? Adesso lo sapete, cari allocchi! I soldi del bilancio della Regione ostaggio del gioco delle tre carte per pagarli!

Scendiamo nello specifico.

Ambiente e territorio. Crocetta affermò di volere fermare la devastazione del territorio. Mi pare che ci sia riuscito alla grande. L’Isola è stata messa in sicurezza. Siamo un esempio per il paese. Ce lo meritiamo!!
Ato e rifiuti. Crocetta sostenne che avrebbero dovuto tornare in mano pubblica. Della serie, come si cavalca la cattiva informazione.
Sono passati tre anni dal suo (di lui) insediamento e il dibattito sulla gestione dei servizi idrici e dei rifiuti in Sicilia è ancora concentrato su due problemi che danno l’illusione di apparire risolutivi delle gravissime deficienze che caratterizzano questi servizi nel territorio e cioè: “acqua pubblica o acqua privata?” ( nel caso idrico) e “termovalorizzatori si o termovalorizzatori no? “ ( nel caso rifiuti).
Ad un osservatore esterno, proveniente da un qualsiasi paese considerato sviluppato dove questi problemi sono stati affrontati e risolti da tempo, questi dibattiti appaino lunari se confrontati con la triste realtà che è invece riscontrabile quotidianamente in Sicilia.

Cultura e turismo. Drammatica fu l’identificazione della cultura come fruizione dei beni culturali e l’identificazione di essa con i musei e le fiumare. Ma si sa, ognuno si esprime al suo livello e mi spiace che tanta gente di livello superiore si sia abbassata a votarlo.
L’istruzione fu dimenticata da Crocetta, che proprio per il suo livello culturale e per il nulla della sua visione politica non poteva e non può assolutamente capire il grande ruolo che può esercitare l’istruzione in una comunità.
Crocetta fu sibillino e reticente su Turismo, Pesca e Industria. I fatti che intervennero ci spiegano perché.
Ho lasciato per ultimo l’orrore puro: le frasi fatte e i luoghi comuni dedicati ai giovani e alle donne. E si capisce!
A lui premeva battere il record del presidente dei disoccupati!

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